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La morsa dei Talebani stritola l'intero Afghanistan

Si combatte a Lashkar Gah, nella provincia di Helmand, ma sono sotto attacco anche Kandahar ed Herat. Tante vittime civili. Gli ospedali di Emergency e Msf sotto pressione, mentre il presidente Ghani accusa gli Stati Uniti di aver abbandonato il paese.


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I Talebani si stanno riprendendo l’ Afghanistan. Feroci combattimenti sono in corso attorno alla città di Lashkar Gah, nella provincia meridionale di Helmand, è sotto pesante assalto dei militanti. Se cade, sarebbe la prima capitale di provincia riconquistata dai Talebani dopo il 2016.

Secondo il general maggiore Sami Sadaat, ufficiale dell’ esercito afghano, una vittoria dei Talebani a Lashkar Gaha avrebbe “un effetto devastante sulla sicurezza globale”. “Questa non è una guerra in Afghanistan , è una guerra fra libertà e totalitarismo”, aggiunge l’ ufficiale alla BBC.

Ma gli attacchi continuano anche attorno alle città di Kandahar ed Herat. Dopo un fine settimana di pesanti combattimenti che hanno visto migliaia di civili fuggire dall'avanzata dei militanti, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna accusano i Talebani di sospetti "crimini di guerra", con il "massacro di civili" nella città di Spin Boldak, nella provincia di Kandahar al confine con il Pakistan. "Hanno ucciso decine di civili come rappresaglia Questi omicidi possono prefigurare dei crimini di guerra e i responsabili portati davanti alla giustizia", scrivono le ambasciate di Washington e Londra.Intanto, secondo il presidente afghano Ashraf Ghani, Il repentino deterioramento della situazione della sicurezza in Afghanistan è dovuto "alla decisione improvvisa" degli Usa di ritirarsi dal paese.

Secondo le Nazioni UNite, nelle ultime 24 ore i combattimmneti a Lashkar Gah avrebbero provocato vittime civili, almneo 40 morti e oltre 100 feriti. Le testimonianze da parte degli operatori umanitari presenti in Afghanistan sono drammatiche .

L’ offensiva dei talebani nella provincia di Helmand ha provocato combattimenti all’ interno della città di Lashkar-Gah e un forte afflusso di pazienti nell’ ospedale di Emergency. “Ci sono stati combattimenti molto pesanti a Lashkar-Gah. Dall’ ospedale abbiamo sentito bombardamenti per tutta la notte e al mattino, oltre al fuoco di armi, mitragliatrici, cecchini e artiglieria“, racconta Viktor Urosevic, coordinatore medico di Emergency.“Da sabato abbiamo ricevuto 28 pazienti feriti e 9 già morti all’ arrivo. Altri 13 pazienti che presentavano lesioni meno gravi sono stati trasferiti in altre strutture. Abbiamo aggiunto 4 letti supplementari per l’ emergenza e siamo arrivati ad un totale di 98 posti. Ciò nonostante, durante le ultime 24 ore ci sono stati momenti in cui l’ ospedale era al completo. In questo momento siamo pieni al 90% e prendiamo solo i casi più gravi, ovvero i pazienti che hanno bisogno di cure urgenti e salvavita“.

 

Sarah Leahy, coordinatrice del progetto di Medici Senza Frontiere a  Helmand racconta di come i combattimenti all'interno della città stanno complicando l’ intervento medico umanitario. “Il nostro staff”, prosegue Sarah Leahy, “fa parte della comunità e, come molte persone, ha paura di uscire di casa. È troppo pericoloso e la vita quotidiana è sospesa. Alcuni dei nostri colleghi dormono in ospedale perché è più sicuro ma anche per continuare a curare i pazienti. La situazione è disastrosa da mesi, ma ora è peggiorata. In un solo giorno abbiamo eseguito 10 interventi chirurgici su persone ferite dalla violenza, un fatto totalmente inusuale per le équipe di Msf, perché non siamo il centro principale per vittime di traumi a Lashkar Gah”. 

Intanto la Cina tende la mano ai Talebani. Il 28 luglio scorso a Tianjin, in Cina, il ministro degli esteri cinese Wang Yi ha incontrato il mullah Abdul GHani, numero due nella gerarchia dei Talebani. Yi ha dichiarato che i Talebani “giocano un ruolo importante nel processo di pace, di riconciliazione e di ricostruzione in Afghanistan”. L’ interesse di Pechino è che l’ Afghanistan non diventi un “santuario” rifugio dei militanti islamisti uighuri, in particolare i membri del Partito Islamico del Turkestan, un gruppo jihadista e salafita. I Talebani hanno promesso che “il suolo afghano non sarà utilizzato contro la sicurezza della Cina”. La Cina, inoltre, ha cospicui interessi economici in Afghanistan. Uno dei maggiori progetti di investimento riguarda una miniera di rame ad Aynak, nella provincia di Logar, in cui Pechino ha investito quasi 3 miliardi di dollari. Come sempre la Cina chiede stabilità politica per proteggere i suoi interessi economici.

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Sopra, da sinistra, Abdul Latif Mansoor, Shahabuddin Delawar e Suhail Shaheen, membri del coordinamento politico dei talebani, a Mosca durante una conferenza diplomatica il 9 luglio 2021. Foto Reuters. In alto: una bambina cerca di guadagnarsi da vivere come lustrascarpe a Kabul, sotto uno dei graffiti che raccontano la voglia di pace della popolazione (Reuters, 24 giugno 2021). In copertina: soldati dell'Esercito afghano nella provincia di Helmand in un'immagine di repertorio. Foto Reuters.
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