Masturbazione, i dubbi di un vedovo

Un lettore, rimasto solo dopo 35 anni di matrimonio, ci scrive per chiedere se, in ogni caso e in ogni condizione, la masturbazione sia sempre peccato grave. Ecco la riposta del teologo Giordamo Muraro, padre domenicano, che insegna a Roma Teologia morale


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LETTERA FIRMATA - La masturbazione è sempre peccato grave? Come devo sentirmi se – ora vedovo – dopo 35 anni di matrimonio, talvolta vi faccio ricorso in momenti di stanchezza o malinconia?

Se pensiamo l’ esercizio della sessualità come fattore di unione e di creazione di vita, la masturbazione non è fonte né di unione, né di vita. Permette solo una piacevolezza solitaria e non contribuisce alla crescita della persona nella sua dimensione personale e sociale.

 

Però ci sono condizioni di vita che rendono meno grave quello che è oggettivamente grave. Chi per tanti anni è vissuto in coppia e si è servito del gesto dell’ intimità per crescere nella comunione e si trova ora senza partner, continua a sentire il desiderio di quel gesto così importante e il testo conciliare Gaudium et spes riconosce che, quando viene a mancare, crea non piccoli problemi.

 

Questo elemento, con altri che si creano nello stato vedovile, va preso in considerazione nella valutazione del gesto. Non si può dare un giudizio generale, perché le circostanze variano da caso a caso, ma la prudenza consiglia di esaminare la situazione in un colloquio personale con il proprio confessore abituale.

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