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La legge: una questione di politica autentica


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Quello di conferire la cittadinanza italiana ai minori nati in Italia figli di extracomunitari è semplicemente un’ opera di buon senso, prima ancora che morale, etica e culturale. Non a caso la Campagna “L'Italia sono anch'io” con l'obiettivo di presentare due proposte di iniziativa popolare sui temi della cittadinanza e del voto agli stranieri, è stata un successo. L’ iniziativa era stata promossa nel 150° anniversario dell’ Unità d’ Italia, da 19 organizzazioni (Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’ immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’ accoglienza, Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco).

Il presidente del comitato promotore è il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’ Anci, Graziano Delrio, attualmente ministro per gli Affari regionali e le autonomie. E infatti gli italiani sono d’ accordo nel 70 per cento dei casi. Non lo diciamo noi, lo dice l’ Istat.
Quanto all’ altro 30 per cento, siamo sicuri che tra questi italiani regna l’ incertezza, più che le convinzioni. Grazie alla politica. Una politica puerile che più che chiarire i vari aspetti della questione, tende a dividersi a seconda degli aspetti viscerali della questione, intorpidendo le acque anziché rischiararle.

Come il Movimento Cinque Stello di Grillo, che tende a dire di no per motivi sostanzialmente riconducibili a ragioni di marketing politico. Per attrarre i leghisti delusi e qualche qualunquista dell’ ultima ora. Anche in altri partiti prevale questa visione. “Non è la priorità” ci si sente spesso dire. In un’ intervista a Famiglia Cristiana l’ allora premier Monti spiegò di essere totalmente d’ accordo ma di non poterlo fare per non “irritare” la maggioranza che reggeva il suo governod i tecnici. Quanto ai soloni che ci insegnano capziosamente che in Italia la cosa non sarebbe per nulla facile, cavillando e disquisendo, rispondiamo che siamo i primi a saperlo, e infatti in questo dossier affrontiamo il problema in tutta la sua rilevanza. Non potrà certo essere un meccanismo automatico quella della cittadinanza per “ius soli”. Ma ci si può arrivare, se c’ è una volontà politica autentica.

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