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La Fism a congresso: «Le paritarie discriminate dallo Stato»

“Uguali doveri, diritti diversi” è il tema della tre giorni che vede riuniti a Roma 250 delegati in rappresentanza di novemila scuole in tutto il territorio nazionale: «Riceviamo 290 milioni di euro all’ anno per le nostre scuole frequentate da 450mila bambini per circa 220 giorni all’ anno: fanno più o meno 2 euro al giorno, come si può definirlo un sostegno adeguato?»


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Una parità ancora disattesa quella delle scuole paritarie in Italia. Un tema che continua ad essere al centro del dibattito e che la Federazione Italiana Scuole materne mette al centro del congresso che sia apre mercoledì pomeriggio a Roma. “Uguali doveri, diritti diversi” il tema del Congresso che ha avuto, questa mattina, un “anteprima” con la partecipazione di gran parte dei 250 delegati in rappresentanza di novemila scuole in tutto il territorio nazionale, all’ udienza in piazza san Pietro con papa Francesco, con il quale si è intrattenuto il segretario generale Luigi Morgano che ha presentato al Pontefice una delle prime collaboratrici della Federazione, la signora Maria, di 62 anni, che lavora con la Fism da 40 anni.

La Federazione ne compie quest’ anno 45. Sono passati vent’ anni dalla Legge 62 del 2000, che sanciva “inequivocabilmente la parità fra scuola statale e scuola paritaria”, ma quella che già l’ allora Ministro Giovanni Berlinguer definiva una “riforma incompiuta”, resta “tale: quantomeno sotto l’ aspetto economico e nonostante un’ offerta educativa apprezzata”, evidenzia la Fism in una nota che presenta il Congresso al quale daranno il loro contributo, fra gli altri, il Viceministro all’ Istruzione, all’ Università e alla Ricerca, Anna Ascani, il Sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Francesca Puglisi; il Segretario della Congregazione per l’ educazione cattolica, il vescovo mons. Vincenzo Zani; il direttore dell’ Ufficio Nazionale Educazione Scuola e Università della Cei, Ernesto Diaco, il direttore di “Avvenire”, Marco Tarquinio oltre alla presidente e al segretario generale della Fism, Biancamaria Girardi e Luigi Morgano.

Lo Stato versa due euro al giorno

“A quando un’ effettiva parità?” è la domanda clou del congresso: “Il quadro è chiaro, ci sono elementi che non si possono ignorare – il calo demografico, la situazione di moltissime famiglie attanagliate dalla crisi, le amministrazioni comunali vincolate ai patti di stabilità, le difficoltà che non risparmiano fondazioni o congregazioni religiose, ma la nostra volontà è quella di mantenere le nostre scuole aperte a tutti, perché sono realtà che vogliono includere…Però quello delle rette è un tema serio. E l’ intervento dello Stato per le sue scuole e quelle definite paritarie, molte gestite da realtà religiose, ma pure comunali, è discriminatorio” aggiungendo che lo Stato versa poco più di 290 milioni per le “nostre scuole frequentate da 450mila bambini per circa 220 giorni all’ anno: fanno più o meno 2 euro al giorno, come si può definirlo un sostegno adeguato? La distanza fra il costo del bambino nella scuola dell’ infanzia statale e nella paritaria fa riflettere: supera di 6.000 nella prima, mentre l’ entità di contributo è di meno di 500 euro nella seconda. Si aggiunga che resiste nell’ opinione pubblica – spiega Morgano - la percezione che ritiene quella statale l’ unica legittima destinataria del sostegno centrale, e qui c’ è l’ eredità di un’ ideologia che a lungo ha combattuto un pluralismo. Confidiamo che a quarantacinque anni dalla nascita della FISM cambi qualcosa per queste 9.000 realtà educative e di istruzione (tra scuole dell’ infanzia, sezioni primavera, nidi e micro-nidi) e 40.000 persone che ci lavorano con passione nel segno di un primato: quello del bambino, della fascia 0-6 anni, di bimbi destinati a vivere pienamente la loro umanità attraverso un percorso educativo integrale”.

Una realtà, quella della Fism che rappresenta, come dicevano, 9.000 realtà educative e di istruzione che svolgono il loro servizio educativo in oltre la metà dei Comuni italiani, di cui: 6.700 scuole che scolarizzano il 35% dei bambini dai 3 ai 6 anni, senza fini di lucro e paritarie ai sensi della legge 62/2000; 1.200 “sezioni primavera” per bambini in età 2/3 anni; 1.100 “servizi educativi per la prima infanzia (asili nido, nidi integrati, etc.)” per bambini in età 0/3 anni, per un totale complessivo di oltre 450.000 bambine e bambini. Il personale docente e non docente assomma a 40.000 unità.

Queste scuole, aderenti alla Fism, rappresentano in Italia circa il 75% del totale delle scuole dell’ infanzia paritarie; sono “ispirate ad una cultura dell’ infanzia volta a valorizzare una reale centralità del bambino, in stretta collaborazione con le famiglie; sono aperte all’ accoglienza di tutti i bambini; sono impegnate a promuoverne l’ educazione integrale secondo la visione cristiana”. La Fism fa inoltre parte della Consulta CEI per la Pastorale della Scuola, del Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica, della Giunta, del Centro Studi Scuola Cattolica.

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