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La Chiesa sta cambiando...anche le preghiere!


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SERGIO I. - Insieme a tanti altri cambiamenti nella Chiesa, anche le preghiere vengono modificate: il Padre Nostro, il Gloria, l’ Ave Maria. Dovrebbe essere cambiato anche il modo di recitarle.

 «Una cosa è il deposito stesso della fede, vale a dire le verità contenute nella nostra dottrina, altra cosa è la forma con cui quelle vengono enunciate conservando ad esse lo stesso senso e la stessa portata» (Giovanni XXIII, Discorso di apertura del Concilio, 11 ottobre 1962). Questo principio non vale solo per le definizioni dottrinali, ma anche per la preghiera cristiana, che non è una formula magica. Esigenza divenuta più urgente con l’ uso della lingua parlata. Per questo è stata fatta una traduzione del verbo “indurre” per evitare ogni ambiguità di interpretazione da parte della maggioranza dei fedeli. Nel Gloria della Messa è stata fatta una più corretta traduzione della “buona volontà” che nel testo greco si riferisce alla benevolenza di Dio. Nell’ Ave Maria nulla è cambiato nella sua recitazione, ma soltanto nel testo biblico, dove il semplice Ave è stato tradotto più correttamente con “Rallegrati”. Quanto alla recitazione comunitaria Sergio ha ragione, ma questo dipende da chi è responsabile della formazione e delle celebrazioni.

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