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«La Chiesa non accetta offerte sporche di sangue»

Bergoglio all’ udienza generale tuona contro i benefattori interessati e ribadisce che la strada della giustizia di Dio è altra cosa. Nuovo appello per i profughi che sbarcano in Europa e non sanno dove andare.


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Torna a parlare della “via della giustizia” il Papa nell’ udienza generale in piazza san Pietro e usa parole molto severe contro chi non la segue, mascherandosi dietro generose offerte alla Chiesa, che provengono tuttavia da affari illeciti. Parlando a braccio e alzando gli occhi verso la folla il papa spiega che “il popolo di Dio, la Chiesa non ha bisogno di soldi sporchi, ma ha bisogno di cuori aperti alla misericordia di Dio”: “Alcuni benefattori della Chiesa vengono con l’ offerta e questa offerta è frutto del sangue di tante gente sfruttata, maltratta, schiavizzata, col lavoro malpagato. Io dirò a questa gente: "Per favore portati indietro il tuo assegno, brucia il tuo assegno". 

Non è questa la strada del Signore, che è invece “via della giustizia”, quella su cui, “come padre affettuoso ma anche attento e severo”, cerca di riportare il popolo d’ Israele accusato “di infedeltà e corruzione”. Dio aggiunge il papa è come un padre di famiglia “che ama i suoi figli, li aiuta, se ne prende cura, li perdona. E come padre, li educa e li corregge quando sbagliano, favorendo la loro crescita nel bene”. E ricorda che “dove c’ è rifiuto della paternità di Dio, non c’ è più vita possibile”. Bergoglio si è riferito all’ insegnamento del profeta Isaia, di cui aveva già parlato la scorsa settimana spiegando che “non è un comunista”, osservando che Isaia “parla al popolo con l’ amarezza di un padre deluso: ha fatto crescere i suoi figli, ed ora loro si sono ribellati contro di Lui. 

Persino gli animali sono fedeli al loro padrone e riconoscono la mano che li nutre; il popolo invece non riconosce più Dio, si rifiuta di comprendere. Pur ferito, Dio lascia parlare l’ amore, e si appella alla coscienza di questi figli degeneri perché si ravvedano e si lascino di nuovo amare”. Insomma “Dio lascia aperta sempre la porta alla speranza”. In quel “sempre”, aggiunto a braccio dal Papa al testo preparato, fa notare l’ Osservatore Romano “c’ è tutto il senso del giubileo straordinario della misericordia”. Il papa ha sottolineato che Dio non ci tratta “secondo le nostre colpe” e “mai rinnega noi” che “siamo il suo popolo”. Anche perché “il più cattivo degli uomini, la più cattiva delle donne sono suoi figli”. Al termine dell’ udienza Bergoglio ha ricordato, come aveva già fatto all’ Angelus di domenica scorsa i “tanti profughi che sbarcano in Europa e non sanno dove andare”.

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