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La casa confiscata destinata ai disabili

Il Comune di Milano ha inaugurato un appartamento sottratto alle cosche mafiose per assegnarlo a ragazzi che potranno vivere in modo indipendente dalla famiglia d'origine


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Via Canonica è una strada elegante nel centro di Milano, a due passi dall'Arco della Pace: è una delle zone della città rimaste più fedeli a loro stesse nel corso dei decenni. Edici storici, quelli "di ringhiera" per intendersi, ospitano spaziosi e curati appartamenti che fanno gola a chi se li può permettere... E tra coloro che se li potevano permettere, evidentemente, c'erano i mafiosi: al civico 87, infatti, è stato individuato nei mesi scorsi un covo di malavitosi e, in questi giorni, quel luogo ha ricominciato a vivere. Là dove fervevano attività illegali oggi c'è la Casa del Sole, un appartamento dove già vivono due ragazzi con lieve disabilità ai quali è previsto se ne aggiunga presto un terzo. L'obiettivo del progetto è dare l'opportunità a questi giovani di avviare una vita autonoma, indipendente il più possibile dalle famiglie d'origine, con il sostegno sempre disponibile degli educatori della Fondazione don Carlo Gnocchi a cui il Comune di Milano ha deciso di assegnare l'alloggio in comodato d'uso. «Siamo contenti che in questo appartamento confiscato alla mafia possano abitare in modo indipendente dei ragazzi – ha dichiarato l’ assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino intervenuto all'inaugurazione - che riscattano nel modo migliore il passato di questi luoghi. La lista dei beni confiscati e riconsegnati alla comunità milanese si allunga». «L’ assegnazione di questo appartamento è per noi un piccolo segno che indica il valore della collaborazione tra pubblico e privato – ha dichiarato il presidente della Fondazione Don Carlo Gnocchi monsignor Angelo Bazzari – ed è soprattutto un gesto importante: sottraendo i beni a chi ha violato le leggi e restituendo speranza e opportunità per una vita migliore a chi ne ha bisogno, viene così risanata una delle ferite più profonde della nostra società. Per questo ringraziamo il Comune che ci ha assegnato il bene e la Fondazione Cariplo che con il Progetto Habitando ha cofinanziato il progetto».

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