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Che Buona Scuola è se per un prof sei solo "un Meridionale"?

In tutta Italia riaprono le scuole. Una nonna ci ha scritto raccontando una brutta esperienza del nipote all'esame di maturità. «Come si fa a chiamarla “Buona scuola” se la si mette in mano a gente poco sensibile e rispettosa della dignità degli studenti?»


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Gentile prof.ssa Spotorno, come si fa a chiamarla “Buona scuola” se la si mette in mano a gente poco sensibile e rispettosa della dignità degli studenti? Sono una nonna che ha avuto uno dei suoi nipoti alle prese con gli esami di Stato. Sono molto delusa e non tanto perché mio nipote, ammesso con la media dell’ otto, è uscito con un voto molto più basso, quanto per l’ atteggiamento usato dalla Presidente della commissione nei suoi confronti. Per esempio ha chiesto a mio nipote, arrivato quest’ anno dal Meridione: «Che ci fai qui?». Lui ha spiegato che i suoi si erano trasferiti. E lei ha chiesto: «Minacciati?». Ovviamente “no” è stata la risposta del ragazzo. Se la votazione è stata al di sotto delle aspettative ciò che mi ha ferito di più è stato questo dialogo. Sono stata un’ insegnante attenta ai bisogni degli allievi e rabbrividisco al pensiero che gente così poco sensibile circoli per le nostre scuole.
NONNA MIMMA

Nonna Mimma, mi chiedi con la giusta dose di ironia e amarezza dove sia la tanto sbandierata “Buona scuola”. Non c’ è bisogno di una riforma con questo nome per risponderti. La buona scuola sono le migliaia di insegnanti che, come te, hanno fatto e fanno nel corso della loro carriera scolastica il possibile per trasmettere ai loro studenti passione, amore e conoscenze. La buona scuola è quella dove un insegnante non è un ripetitore, ma un educatore di ogni singolo alunno, capace di far emergere i valori e i talenti più segreti dei suoi ragazzi, valori e talenti che essi stessi troppo spesso ignorano e che, per incanto, con l’ insegnante al fianco si disvelano ai loro occhi. L’ insegnante pedagogicamente preparato, capace e attento alle persone, dovrebbe esistere a prescindere da una riforma scolastica chiamata “Buona scuola”. Il dialogo tra tuo nipote e la Presidente di commissione che tu riporti nella lettera è decisamente surreale e sicuramente censurabile. Immagino l’ imbarazzo del ragazzo, ma credo anche quello degli altri membri della commissione. Sicuramente questa collega non avrà creato un clima adatto a far sì che gli studenti potessero esprimersi al meglio. Però tu sai per esperienza come l’ esame di maturità non sempre, anche nelle migliori condizioni, renda giustizia delle reali conoscenze dei ragazzi. Si può scivolare su una prova scritta o nello stesso orale. Non essendoci spazio per valutazioni sulla persona e sul suo percorso, che è racchiuso in un massimo di 25 punti, tutto è possibile, con risultati come nel tuo caso molto al di sotto delle aspettative. Questo è l’ esame di maturità da sempre. Forse una riforma scolastica degna di questo nome avrebbe dovuto occuparsi anche di aspetti di didattica, di pedagogia e di valutazione se no, concordo con te, non è proprio Buona scuola!

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