Immagine pezzo principale

L'Italia si appassiona alla baruffa fra Biden e Putin, ma la vera sfida è quella fra Usa e Cina

Suscita clamore l'intervista del presidente americano alla ABC, ma la notizia ha più rilievo nel nostro paese che altrove


Pubblicità

“Lei conosce Vladimir Putin. Pensa che sia un killer?”. “Uh-huh. Sì”. La domanda di George Stephanopoulos (ex portavoce di Clinton alla Casa Bianca), oggi volto della rete televisiva ABC, forse coglie alla sprovvista Joe Biden, noto per essere incline alle gaffes e per i rilessi non sempre pronti. La risposta un po’ biascicata di Biden arriva poche ore dopo la diffusione di un rapporto dell'intelligence Usa secondo cui Putin autorizzò le operazioni di intelligence per denigrarlo durante la campagna elettorale e aiutare il suo rivale Donald Trump. Tuttavia Biden non specifica (e l’ intervistatore non lo stimola a farlo) per quale motivo Putin sarebbe un killer. Ci si riferisce all’ Ucraina? All’ avvelenamento del dissidente Navalnyi? Biden non offre dettagli, anzi aggiunge che in ogni caso resta aperto alla collaborazione con Mosca, in particolare per quanto riguarda gli accordi sugli armamenti.

La frase su “Putin killer” piomba nelle redazioni nel pomeriggio del 17 marzo e scatena il finimondo. Ma a quanto pare solo in Italia, dove evidentemente appassiona  la personalizzazione della politica e dove forse c’ è chi immagina sia imminente un terza guerra mondiale, con lancio di missili nucleari fra la Russia e gli Stati Uniti.

Ovviamente se la prendono un po’ in Russia (come usa in diplomazia, viene richiamato per consultazioni l’ ambasciatore russo a Washington), ma il resto del mondo dà la priorità ad altre notizie. Compresi gli Stati Uniti. Qui la notizia del giorno resta la strage di Atlanta, dove un giovane di 21 anni ha ammazzato 8 persone (6 di origine  asiatica) in tre centri massaggi. Una nuova strage dell’ America a mano armata, con la possibilità che dietro il massacro ci sia l’ odio nei confronti degli asiatici. La stessa ABC tiene un profilo bassissimo e, mentre in Italia tutti i siti aprono con la frase di Biden sul “killer Putin”, il sito della rete televisiva titola asettico: “Biden parla di Cuomo, di Putin, di migranti, del vaccino in una intervista esclusiva con ABC News”.  Punto.

In Francia le notizie principali riguardano la possibilità  di nuove misure contro la pandemia, i siti spagnoli sono pieni di notizie sulla politica nazionale, in Olanda si parla delle elezioni politiche, in Germania e altrove gran parte dei titoli sono per la vicenda del vaccino AstraZeneca.

Il rilievo dato alle frase di Biden  è davvero marginale e anche giovedì la notizia è quasi invisibile. Nulla, ad esempio, sulla prima pagina del Washington Post. Zero titoli anche sul Wall Street Journal. Neppure una riga sulla prime pagine dei quotidiani del Regno Unito.

Sulla stampa americana, invece, quello che davvero conta, sono i rapporti fra America e Cina. E infatti su questo tema abbondano commenti e analisi. Anche perché oggi si svolge ad Anchorage, in Alaska, il primo incontro di alto livello fra i rappresentati dei due paesi da quando è cominciata la presidenza Biden. Il Segretario di Stato Antony Blinken e il consigliere per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, incontrano le loro controparti cinesi per prendere atto più delle divergenze che degli eventuali punti di intesa. Oggi la vera grande sfida è quella fra Stati Uniti (più resto del mondo) e Cina. Un sfida geopolitica, militare, tecnologica. Così grande da rendere trascurabile o quasi (almeno fuori dall’ Italia) la baruffa fra Biden e Putin (che intanto replica al presidente americano come fanno i bambini nelle risse da cortile “chi lo dice, sa di esserlo” ).

Immagine articolo
Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo