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L'Italia in prima pagina

Prime pagine e titoli sull'epidemia di coronavirus. Le opinioni dei corrispondenti stranieri Megan Williams, Daniel Verdú, Maarten van Aaalderen.


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L’ Italia in emergenza da coronavirus è da giorni sulle prime pagine, in apertura dei siti di informazione e in testa ai titoli del telegiornali di tutto il mondo. C’ è lo stupore, qualche critica per la gestione della crisi sanitaria, la paura che la situazione italiana possa essere il preludio di quanto accadrà nel resto d’ Europa.

Qualche titolo dai giornali di lunedì 1 marzo. “L’ Italia mette in quarantena vaste parti del ricco Nord mentre i casi di contagio aumentano”, titola il Financial Times mettendo la foto di un passante con la mascherina in Galleria Vittorio Emanuele a Milano. “Coronavirus. L’ Italia si impone la clausura”, scrive il francese Liberation. Preoccupato il titolo del britannico The Daily Telegraph: “Una quarantena farsa mentre arrivano aerei italiani”, con riferimento ai voli per il Regno Unito che sarebbero partiti da Milano senza controlli. Non molto diverso il titolo del Guardian: “L’ Italia nel caos mentre in migliaia si precipitano per fuggire dalla quarantena”.

I corrispondenti dall’ Italia non hanno un attimo di respiro. “Sto lavorando anche 12 ore al giorno”, racconta Megan Williams, da vent’ anni in Italia, corrispondente della radio canadese CBC (Canada Broadcasting Corporation). “In Canada”,spiega, “c’ è una grande comunità italiana e i discendenti di italiani sono molti, inoltre è molto vasta la comunità cinese, perciò le notizie sul coronavirus sono seguite con grande attenzione”. Gli italiani hanno fama di indisciplinati, riusciranno a rispettare le regole per contenere l’ epidemia? “Al di fuori delle zone dei focolai”, risponde Williams,  “vedo poca consapevolezza , soprattutto fra i giovani. Ho fatto un giro domenica e a Roma poca gente rispettava la distanza dalle altre persone. Aggiungo però che la gestione della crisi da parte del Governo è stata confusa fin dall’ inizio. Ho letto il decreto e non tutto è chiaro. Una mia cugina medico a Parma ha chiesto a me spiegazioni perché non riusciva a capire se e come poteva spostarsi in autobus per ragioni di lavoro”.

Daniel Verdú, spagnolo, da tre anni corrispondente da Roma del quotidiano El País, racconta che dalla Spagna c’ è grande attenzione verso le notizie dall’ Italia, anche perché in Spagna stanno aumentando i morti e i casi di contagio. “Una cosa incomprensibile”,dice Verdu, “è la confusione nella comunicazione delle autorità italiane. Ciò che è accaduto nella notte fra il 7 e l’ 8 marzo è pazzesco: la bozza del decreto che girava, l’ altalena di notizie, la conferenza stampa notturna di Conte. Tutto questo non ha una spiegazione logica”.  Almeno gli italiani sapranno trovarsi uniti in questa emergenza? “Ho sempre pensato”, risponde Verdu “che l’ Italia si trova unita in due occasioni: quando accadono catastrofi naturali come i terremoti e quando gioca la Nazionale di calcio. Questa volta, anche in una situazione critica e dolorosa,  vedo la politica divisa. Nei giorni scorsi ho intervistato Salvini per il mio giornale e a una mia domanda precisa ha risposto criticando la  gestione dell’ emergenza coronavirus da parte del Governo”.

Maarten van Aalderen, olandese, vive in Italia da trent’ anni. È corrispondente del quotidiano De Telegraaf, è stato presidente dell’ Associazione della stampa estera ed è autore di un libro intitolato Il Bello dell’ Italia. Van Aalderen su Facebook ha scritto un post in cui ha scritto agli italiani “sono felice di farvi compagnia, al vostro fianco. Sempre. Soprattutto ora”. “Sto facendo il mio lavoro di giornalista”, spiega van Aalderen, “scrivo tantissimi articoli e faccio interviste, poi c’ è un profondo dispiacere per questa nuova disgrazia che sta colpendo l’ Italia”: Gli italiani riusciranno a superare questa prova? “Serve senso di responsabilità, da parte di  tutti, soprattutto dai giovani, di solito più insofferenti alle regole. Non è il momento di fare gli spavaldi, siano responsabili e stiano vicini alle loro famiglie”.

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