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"L'Isis è una minaccia anche per l'Italia"

Il sacerdote copto non mostra il volto e non dice il nome per paura. Ma avverte gli italiani del pericolo e ha fiducia nel nuovo Egitto di Al Sisi.


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Timore e paura. “Siamo sconvolti”, dice un sacerdote copto ortodosso della diocesi di San Giorgio a Roma. Non cede all’ insistenza di poter pubblicare il suo nome: “E’ meglio di no. E’ un momento drammatico per la nostra Chiesa e i nostri fratelli egiziani”.

Padre, come è stata accolta la tragica notizia della decapitazione?

“Nessuno ci voleva credere. Ma ora siamo felici. La nostra Chiesa si arricchisce di 21 nuovi martiri. Abbiamo pregato per loro e loro intercederanno per il nostro popolo presso Dio”.

Avete avuto solidarietà dai cattolici?

“Tanto affetto dalla gente che ci conosce. Le parole di papa Francesco ci hanno riempito di gioia. L’ ecumenismo più vero è quello del sangue ed è anche quello che tutti comprendono. E abbiamo ricevuto solidarietà e preghiera da molti vescovi italiani e anche dalle autorità politiche”.

Come è la situazione in Egitto adesso con il nuovo regime di Al- Sisi?

“Al Sisi è una persona meravigliosa. La situazione dei cristiani copti è molto migliorata rispetto al tempi di Moubarak. Il nuovo presidente è riuscito nell’ impresa di far sentire tutti gli egiziani fratelli, al di là delle differenze religiose. Copti e musulmani sono cittadini egiziani e il presidente protegge tutto il popolo. Le differenze religiose sono comprese finalmente come una ricchezza”.

L’ Isis è una minaccia reale?

“Sì e gli italiani devono comprendere che è una minaccia anche per loro”.


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Una liturgia copta al Cairo (Reuters).
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