Immagine pezzo principale

L'Inferno: che senso ha la "dannazione eterna"?

Come si fa a condannare per sempre una persona? Quali gli spazi di libertà?


Pubblicità

ARCANGELO
Come si fa a condannare definitivamente una persona che non sa perché è chiamata a esistere, se Dio c’ è o non c’ è, e non ha idea di cosa possa rimanere da un corpo rimasto senza vita?

RISPONDE IL TEOLOGO

Il mistero della “dannazione eterna” resta a livello di possibilità, in quanto nella nostra esistenza possiamo compiere atti definitivi sia nel bene sia nel male. E il fatto che Dio rispetti profondamente la nostra libertà fa sì che egli non ci costringa ad alcunché, neppure a salvarci nell’ eternità. Ma perché vi sia “condanna definitiva” è necessario un radicale, lucido, consapevole, assolutamente libero rifiuto del vero, del bene, del bello da parte della persona. Pertanto l’ ipotesi della condanna definitiva non riguarda certamente coloro che «non sanno quello che fanno».

Il giudizio in ogni caso non spetta a noi, ma a Dio stesso, che conosce le menti e i cuori degli uomini più di loro stessi e che «vuole che tutti gli uomini siano salvi», impegnando i credenti a lavorare perché l’ inferno sia vuoto e perché tutti si aprano alla conoscenza e all’ esperienza del vero, del bene e del bello, attraverso la quale, sia pur implicitamente, incontreranno l’ Infinito.

Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo