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L'immigrato si dà al turismo

Alcuni extracomunitari di Torino aprono villaggi nella loro terra, in Senegal e Uganda


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L’ idea è del Cisv di Torino, i fondi sono della Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariparma, Fondazione Cariplo e Fondazione Monte dei Paschi di Siena, la manodopera e il coordinamento, invece, arrivano da immigrati senegalesi che hanno deciso di reinvestire nel loro Paese d’ origine. E così, a Lompoul sur mer, piccolo villaggio di pescatori sulla costa atlantica senegalese, a 183 chilometri a Nord di Dakar, a due passi dalle affascinanti dune desertiche, è nato il primo villaggio, meglio noto come “campement”, per turisti responsabili. I primi viaggiatori sono arrivati a fine gennaio, in questi bungalow in stile africano, ma con tutti i confort europei e adesso, in vista dell’ estate si prevede il pienone. Non si tratta solo di villeggiatura. Il pacchetto completo prevede anche l'incontro con la popolazione, le uscite in mare con i pescatori, la degustazione di piatti tradizionali, le escursioni nella zona desertica a dorso di dromedario.

Gli immigrati senegalesi gestiscono il progetto dall’ Italia insieme con un gruppo di personale locale attraverso l’ associazione mista Trait d’ Union. I pacchetti sono offerti attraverso l’ agenzia Viaggi Solidali (www.viaggisolidali.it) e i proventi dell’ attività vanno a sostenere progetti di sviluppo locale. Il progetto Fondazioni4Africa (come è stato denominato dalle quattro banche) prevede un altro intervento anche in Nord Uganda. Parteciperà anche la Fondazione Umano Progresso per un impegno di spesa che ammonterà a 11,1 milioni di euro per i primi 3 anni.

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