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Dziwisz: «In Europa pace a rischio, la Gmg crea legami forti»

Il cardinale arcivescovo di Cracovia, che da segretario di Giovanni Paolo II ha vissuto tutti gli incontri mondiali dagli esordi fino a Toronto nel 2002, riflette sull'evento: «Il nostro Continente è inquieto, le Gmg sono nate per creare armonia e fratellanza»


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Cracovia.

Prima dell’ intervista saluta un gruppo di bambini nella cappella dell’ arcivescovado di Cracovia, dove Karol Wojtyla fu ordinato sacerdote il 1° novembre 1946. Poi attraversa la sala della fi‰nestra da cui Giovani Paolo II - quando tornava nella sua città - si affacciava per dialogare con la gente fuori. Per i polacchi questa è la “fi‰nestra del Papa”. Da qui, ogni sera, si affaccerà anche Jorge Mario Bergoglio durante la prossima Gmg. A fare gli onori di casa sarà il cardinale Stanisław Dziwisz, 77 anni, 39 dei quali vissuti accanto a Wojtyla come suo segretario. «Mi fa piacere incontrare gli amici che giungono dall’ Italia», dice l’ arcivescovo di Cracovia in un italiano perfetto. Non è la prima volta che la Gmg fa tappa in Polonia. Nel 1991 si celebrò a Czestochowa, all’ ombra della Madonna Nera che Wojtyla considerava la vera ambasciatrice della Polonia nel mondo.

Che ricordo ha di quell’ evento?
«Fu molto importante perché per la prima volta, dopo la caduta del Muro di Berlino, si riunivano insieme i giovani dell’ Est e dell’ Ovest. Quasi centomila ragazzi arrivarono dall’ Ucraina, che allora faceva ancora parte dell’ Unione Sovietica. A Cracovia arriveranno pellegrini da ogni parte del globo. Si vede che ai giovani queste Giornate piacciono perché creano legami di amicizia, un’ atmosfera intensa di preghiera. I giovani non vengono per divertirsi, ma per pregare e incontrarsi, tante coppie si sono conosciute alla Gmg. In Europa bisogna creare un’ atmosfera di pace, perché la pace oggi è a rischio. La Gmg è un aiuto per questo».

Oggi in Europa si innalzano muri e molti Stati, soprattutto dell’ Est, non vogliono accogliere i migranti. Che messaggio arriverà da questa Giornata mondiale della gioventù?
«Di apertura e di speranza. I giovani sono sempre aperti e non hanno paura. Il problema dei profughi va risolto ma bisogna anche ascoltare i vescovi delle zone da cui arrivano queste persone come la Siria e il Medio Oriente. Loro dicono che la soluzione non è solo quella di aprire le porte ai profughi ma anzitutto di portare la pace nei Paesi da dove provengono per non deserti‰ficarli, privandoli soprattutto della presenza dei cristiani. Laggiù le chiese si stanno svuotando. In particolare noi polacchi abbiamo conosciuto una situazione analoga a quella dei migranti di oggi e quindi dobbiamo essere molto aperti e accoglienti verso di loro».

Cosa significa celebrare la Gmg a Cracovia nell’ anno del Giubileo straordinario della misericordia?
«È stata una felice coincidenza. Già durante il pontifi‰cato di Benedetto XVI avevamo fatto richiesta di organizzarla dopo quella di Rio de Janeiro del 2013. Era forte il desiderio dei giovani, espresso già a Madrid, di venire qui per festeggiare i 25 anni della Gmg di Czestochowa. Molti di quei giovani non hanno incontrato personalmente Giovanni Paolo II, ma è rimasto per loro un testimone e un amico. Per questo vogliono conoscerlo nella sua terra. La decisione del Papa di indire il Giubileo è stata una sorpresa positiva. Cracovia è la capitale della devozione alla Divina Misericordia, qui Gesù è apparso a suor Faustina e ha detto: “Il mondo non avrà pace se non si rivolge alla Divina Misericordia”. La misericordia non è solo devozione ma pratica concreta, stile di vita: è curare i più bisognosi, i sofferenti, gli ultimi».

Cosa direbbe papa Giovanni Paolo II oggi ai giovani?
«Certamente lui aveva la capacità di sentire cosa c’ è dentro il loro cuore. E certamente cercherebbe di dare loro speranza. Oggi ne hanno poca, sono smarriti. Ripeterebbe l’ invito a non aver paura e le parole che fecero vibrare i due milioni di Tor Vergata: “Vedo in voi le sentinelle del mattino”».

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