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Sì, l'acqua può guarire

Lo sviluppo psicomotorio attraverso l'acquaticità è un vero supporto alle terapie di recupero. L'esperienza dell'associazione "Gli Amici di Elsa". Al servizio di bambini e genitori.


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L’ acqua come strumento terapeutico capace di annullare le differenze mentre regala benefici al corpo e l’ anima. Questo il principio che ha ispirato il corso di acquaticità organizzato a Siena per i bambini dell’ associazione Gli Amici di Elsa (A.Ami.El.), nata nel 2008 in Lunigiana, provincia di Massa Carrara, al servizio dei piccoli portatori di handicap e dei loro famigliari.

Nel mese di marzo, si è svolta questa esperienza pilota rivolta a circa 15 bambini e ai loro genitori che, per due volte al giorno, si sono immersi in una piscina riscaldata e hanno svolto esercizi guidati dall’ istruttore, l’ operatore russo Boris Guinzbourg. I bambini, con vari livelli e tipologia di handicap, acquisiscono piena padronanza dell’ ambiente e migliorano notevolmente le posture sbagliate acquisendo maggiore agilità e scioltezza.

«Da trent’ anni svolgo questo lavoro e ho visto quasi dei miracoli  - spiega Guinzbourg - perché i piccoli, pur avendo queste disabilità, si ricordano delle proprie origini acquatiche e riescono a sviluppare meglio tutti i sensi in questo ambiente. Cominciano prima a nuotare che a camminare, le differenze tendono ad annullarsi e i benefici psicofisici sono notevoli. Si lavora, infatti, sui riflessi primitivi e nella relazione con i genitori: i disturbi psichici ed emotivi piano piano migliorano insieme a quelli muscolari».

Lo sviluppo psicomotorio in acqua è un vero e proprio supporto alle terapie mediche di recupero funzionale, e gli esercizi spaziano dai primi movimenti in acqua fino ai giochi e all'immersione completa. «Mio figlio ha bisogno di essere stimolato continuamente - spiega Elisa di Lucca, mamma di Alessio, 4 anni - e qui troviamo l’ ambiente ideale. Noto la carica che gli rimane dopo questo corso intensivo e noi genitori ci sentiamo uniti e supportati da questa rete preziosa che si è creata».

Il corso di acquaticità è offerto da A.Ami.El. per i propri assistiti ma vorrebbe estendere questa opportunità al maggior numero di famiglie possibili, per questo la raccolta dei fondi è sempre aperta e gradita per supportare le molteplici attività svolte a favore dei bambini portatori di handicap.

Come è nata l'associazione

«Non ho mai pensato neanche per un secondo di poterla perdere e ho lottato, vincendo, contro quello che sembrava un destino ormai segnato per la mia bambina». Dalle parole della mamma di Elsa, la signora Manuela Bondielli, fondatrice e presidente dell’ associazione “Gli Amici di Elsa” (A.Ami.El.), con sede a Podenzana, in Lunigiana, ma in continua fase di espansione, è facile capire come si è arrivati alla nascita di questa realtà.

La piccola Elsa, infatti, è la protagonista di questa storia che continua e raggiunge obiettivi sempre più alti: a undici anni, ormai è una bambina in grado di camminare, interagire, sorridere ma, a poche ore dalla nascita, per un inspiegabile arresto cardiorespiratorio, sembrava destinata a non farcela. I suoi genitori però non si arrendono: la bambina affronta una lunga riabilitazione fatta di interventi terapeutici condotti anche all’ estero e, fra alti e bassi, le disabilità di Elsa migliorano.

Nasce così l’ idea di fondare un’ associazione per poter mettere al servizio di altri bimbi e dei loro genitori questa esperienza. Nel marzo del 2008 viene fondata l’ associazione Gli Amici di Elsa che segue bambini affetti da vari tipi di handicap nel lungo percorso della rieducazione, riabilitazione e reinserimento nella società. 

Varie le attività di sostegno e di supporto offerte: danza, ippoterapia, corsi in piscina, musicoterapia, laboratori creativi ed altro attraverso operatori specializzati. «I bambini sono contenti di passare delle ore insieme e il disagio si tramuta addirittura in gioia”, spiega la signora Bondielli. “Per questo siamo lieti di offrire ad altri piccoli la possibilità di migliorare la qualità della loro vita come noi per primi abbiamo sperimentato di poter fare».

Le attività quali musico e danzaterapia, nuoto, pet therapy, i laboratori artistici permettono infatti di progredire nella condizione di disabilità sotto molteplici aspetti, in un clima di speranza, attesa e calore nella condivisione di ciascun percorso.

L’ associazione assiste oggi circa 200 bambini nelle 3 sedi nate dopo quella di Podenzana (MS): Livorno, La Spezia e Castelnuovo Garfagnana. Prossimamente A.Ami.El. arriverà a Genova, ma si lavora per estendere sempre più la rete nel territorio nazionale. Il sito di A.Ami.El. con tutte le informazioni è www.aamiel.it.

Progetti e ricerca

Lo scorso anno, l’ associazione ha ricevuto in comodato d’ uso una casa di 200 mq con un giardino di oltre 600 mq nel comune di Licciana Nardi (MS), frazione di Terrarossa. Il progetto è far diventare questo stabile, completamente da ristrutturare, la nuova sede dell’ associazione: un unico luogo dove esercitare in modo organizzato e funzionale tutti i corsi.

E’ previsto anche un laboratorio di ricerca e un poliambulatorio dove periodicamente specialisti qualificati possano visitare i bambini senza alcuna spesa per le loro famiglie. La ricerca scientifica rimane un obiettivo centrale di A.Ami.El.: dallo studio sui meccanismi di base degli eventi patologici che producono alterazioni neurobiologiche e genetiche del sistema nervoso, cioè l’ indagine sulle neuropatie infantili, a quelli più specifici sul meccanismo dell’ apprendimento e della memoria, nonché gli effetti del riflesso trigemino-cardiaco su quelle patologie caratterizzate da ipertensione cranica, ridotto apporto di sangue al cervello e asincronia cerebrale.

Non ultimo, un progetto sullo studio della memoria  immunitaria nell’ infezione da Citomegalovirus e nell’ infezione da Helicobacter pylori, per comprendere le connessioni tra infezioni croniche e vari tipi di disordini o forme tumorali. A.Ami.El., inoltre, ha lanciato un’ opera di sensibilizzazione perché il servizio sanitario nazionale possa sviluppare un’ efficacia maggiore nell’ assistenza ai bambini disabili e alle loro famiglie, nell’ ottica di far nascere una coscienza sociale sensibile e aperta a cambiamenti uscendo da circuiti predefiniti e statici che non riconoscono l’ unicità di ogni piccolo disabile, le sue esigenze e i suoi diritti inalienabili.

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