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«Io, madre sola insultata da mia figlia adolescente»


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Sono sola con mia figlia da molti anni, praticamente da quando lei è nata. Adesso ha 16 anni: dicono che è un’ età difficile, ma non pensavo così tanto. In certi momenti è dolce, in certi altri mi insulta in modo feroce. Mi dice che le sto troppo addosso e forse è anche vero. Però se non lo faccio, arriva tardi a scuola, non studia, non riordina la sua camera, non aiuta in casa. Poi ci sono i momenti in cui parliamo tanto e bene, lei mi racconta tutto di sé. La spingo a frequentare l’ oratorio e lei ci va e si comporta bene. Il problema mio è che sono tanto ansiosa e ho paura che lei non riesca a realizzare tutte le belle cose che ha dentro di sé.

ROBERTA

Cara Roberta, posso immaginare le tue fatiche, non solo in questo periodo. Le vostre vite sono cresciute insieme: tu come madre, lei come figlia, ma anche come persona. Dapprima bambina, ora ragazza, in prospettiva donna. Forse in questo momento, in un modo magari confuso, talvolta insoddisfacente, per lei come per te, tua figlia sta cercando di crescere anche da sola. Come se la vostra unione, che è stata così importante quando lei era piccola, ora le stesse stretta. E avesse bisogno di mettersi alla prova, sola di fronte alle sfide della crescita, per capire quello che vale veramente. Non pensi che le sue inadempienze, a scuola come a casa, siano anche un modo per vedere fino a che punto tu le starai dietro? Un messaggio nei tuoi confronti, per valutare se riuscirai a non sostituirla negli impegni che le spettano o se la tua ansia ti porterà a starle sempre troppo vicino. Prova invece a lasciarla fare un po’ di più. Se sbaglierà, se non farà quel che deve fare, pagherà un prezzo. Io credo che, lasciata da sola, probabilmente esprimerà di più quel senso di responsabilità che le riconoscono in altri ambiti, come l’ oratorio. Perché questo avvenga, è necessario che tu faccia un passo indietro. So che non è facile: avete un’ unione molto profonda, ed è come se non aveste limiti nel rapporto tra voi. Gli insulti, i vostri scontri anche fisici lo testimoniano. È come se vi poteste permettere reciprocamente qualunque cosa. Occorre ristabilire da parte di entrambe una “distanza di rispetto”. La tua preoccupazione va contenuta per incominciare a pensare a tua †glia come “altro da te”, cioè una persona che ha una sua vita interiore ed esterna differente da come la vorresti e alla quale non puoi sempre avere accesso. Perché un conto è il necessario controllo di un genitore sul figlio, un altro la simbiosi tra loro. Qualcuno dice che l’ adolescenza è una seconda nascita. Forse per te sta diventando un nuovo modo di partorirla, permettendo che si allontani da te.

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