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«La mia odissea a Casalpusterlengo, alla ricerca di un po' di latte»

La testimonianza di Antonio Esposti, geometra in uno dei paesi del lodigiano che si trovano in quarantena a causa del coronavirus


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Da tre giorni Antonio Esposti, 61 anni, vive praticamente barricato nella sua casa di Casalpusterlengo, uno dei dieci comuni del lodigiano messi in quarantena per arginare la diffusione del coronavirus. "Qui, a parte una farmacia, è tutto chiuso. Stamattina un parente è andato a fare un po' di spesa anche per me in uno dei due supermercati che sono rimasti aperti per poche ore. Avrei dovuto andarci io, ma mi hanno avvisato che quasi nessuno portava la mascherina. Io ne ho una, ma non so se è quella con il filtro protettivo. Ho ricevuto delle foto in cui si vedono le persone in fila, perché i carabinieri facevano entrare a gruppi di 15-20 alla volta. Il mio parente ha aggiunto che gli scaffali erano ormai semivuoti: non si trovano quasi più carne, frutta e verdura. Sono uscito solo un po' nel pomeriggio per prendere un po' di latte nei distributori automatici. Nel primo non era rimasto più nulla, per fortuna nell'altro ho trovato una bottiglia".

(Nella foto, la fila di gente in coda in uno dei supermercati di Casalpusterlengo)

Per il weekend Antonio aveva in programma di andare a trovare il nipotino a Crema. "E invece sono rimasto a casa con mio figlio Andrea, che ha 22 anni. Sono vedovo, quindi la nostra famiglia siamo noi. Come abbiamo passato la giornata? Andrea ha invitato un cugino e insieme abbiamo guardato una partita di pallacanestro".

Domani non tornerà nel suo ufficio da geometra a Piacenza: "I residenti dei comuni in quarantena sono automaticamente in malattia, senza bisogno di un certificato medico. Mio figlio è appena stato assunto in una ditta. Dovrebbe iniziare il 27 febbraio, ma ora non c'è niente di sicuro". E' proprio questa insicurezza, più che la paura, lo stato d'animo che più sente Esposti: "Mai avrei immaginato che sarebbe potuta accadere una cosa simile: il paese deserto, la corsa al cibo, noi chiusi in casa. Speriamo che tutto questo finisca presto".

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