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Libri, storie memorabili in Canada e Ddr

Nell'anno che sta per finire sono stati pubblicati almeno due romanzi-capolavoro: "Canada" di Richard Ford e "In tempi di luce reclinante" di Eugen Ruge.


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Ci sarebbe piaciuto indicare un libro italiano fra gli indimenticabili del 2013. Nonostante la buona volontà, però, non è stato possibile reperire un romanzo o un saggio che si imponessero per la loro forza. Non che siano mancati titoli importanti e interessanti, ma, dovendo stabilire una classifica assoluta, ci siamo trovati a esaminare soprattutto titoli stranieri.

Alla fine hanno prevalso tre romanzi. Una lettura che lascia un'eco profonda nel cuore e nell'immaginazione è Canada di Richard Ford (Feltrinelli), lo scrittore americano già vincitore del Pulitzer e autore di altri libri memorabili. Canada racconta la storia di un fratello e  una sorella adolescenti i cui genitori, un giorno, decidono di compiere una rapina. Verranno arrestati e i ragazzi, dimenticati persino dalla polizia e dai servizi sociali, tenteranno in solitudine e separatamente di raddrizzare una vita storta. Sulla narazzione aleggia un profondo senso di tristezza, di desolazione morale, di inquietudine che accompagnano il lettore fino all'ultima pagina, lasciandogli sensazioni profonde.

Altrettanto potente è In tempi di luce reclinante di Eugen Ruge (Mondadori). Protagonista è una famiglia che, nell'arco di quattro generazioni, dagli anni Cinquanta ai primi del nuovo millennio, traccia la parabola dell'ex Ddr, mostrando che cosa significò vivere in una colossale illusione. I protagonisti più anziani sono accecati dall'ideologia, che, mano a mano che ci si avvicina al fatidico 1989 e alla caduta del Muro di Berlino, si sgretola lasciando spazio alla verità e alle sue macerie. Un'epoca storica condensata in una vicenda famigliare.

Completa il terzetto Un eroe discreto di Mario Vargas Llosa (Einaudi). Il premio Nobel peruviano è ancora in grandissima forma e ci regala, in queste ultime settimana del 2013, un romanzo da cui è difficile staccarsi: una sorta di elogio di due uomini - un imprenditore minacciato dalla mafia e un dirigente che dà una prova di fedeltà e amicizia - che sono appunto "eroi discreti": capaci cioè con scelte semplici, quotidiane, ma non per questo meno efficaci, di opporsi al degrado e alla corruzione dilaganti. Sullo sfondo, il rapporto fra padri e figli.

Buona lettura e buon anno.

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