Schiave in casa d'altri

Sono oltre 11 milioni le bambine sfruttate nel mondo: fino al 14 ottobre è possibile contribuire alla campagna "Indifesa" di Terre des hommes


Pubblicità

È una piaga che riguarda tutti, anche se ci sembra lontana nel tempo e nello spazio: secondo i dati disponibili sono oltre 11 milioni le bambine e le ragazze che lavorano in casa d'altri. 7,5 milioni di queste sono costrette in condizioni inaccettabili , sottoposte a ogni genere di abuso fisico e psicologico. Terre des hommes si prende cura di loro in ogni angolo del mondo ma per farlo ha bisogno del contributo di tutti: da qui, il rilancio della campagna "indifesa" attraverso sms solidale del valore di 2 o 5 euro al 45503. L'obiettivo è mettere in atto tutti quegli strumenti che consentano di prevenire e contrastare le diverse forme di violenza e discriminazione contro le bambine e le ragazze: solo nella "civilissima" Italia, nel 2011, le minorenni vittime di reati come la violenza sessuale sono state più di mille. E i numeri sono in costante crescita. Aderendo all'iniziativa si potranno aiutare circa 250 minori schiave domestiche in Perù, un Paese in cui 3,3 milioni di bambini sono costretti a lavorare.  

«È necessario che la comunità internazionale adotti tutte le misure possibili per eliminare questa intollerabile forma di sfruttamento delle bambine e assicurare protezione e assistenza alle vittime», dichiara Mauro Morbello, delegato di Terre des Hommes in Perù. «“I numeri sono ingenti: si stima che nella sola regione di Cusco quasi 4.000 bambine dai 6 ai 13 anni lavorino come domestiche senza godere di alcun diritto».

Terre des Hommes sostiene dal 2007 in Perù il centro Yanapanakusun di Cusco che si occupa dell’ assistenza delle bambine vittime di sfruttamento lavorativo come domestiche e cerca di prevenire il fenomeno della migrazione delle bambine dalle campagne alle città. La causa principale è l'estrema miseria della popolazione rurale: il 49,5% degli abitanti vive al di sotto della soglia di povertà. Nel distretto andino di Huancarani (3.800 m.s.l.m.), dove interviene Terre des Hommes, il 49% dei bambini tra i 6 e i 9 anni soffre di denutrizione cronica e il 56% è anemico.

La storia di Maria Luisa, in questo senso, è "esemplare": 13 anni, originaria di un piccolo villaggio andino, è stata mandata a lavorare come domestica nonostante una displasia all'anca che ha reso ogni ora, ogni "servizio" ancora più faticoso, ancora più doloroso. Il patto del padre della ragazzina con i "padroni" era che l'avrebbero mandata a scuola: e invece no. Impossibilitata a studiare, pagata pochissimo, sfruttata per 16-18 ore al giorno con mansioni anche pericolose ed estenuanti, senza giorni di riposo. Maltrattata continuamente perché non è abbastanza veloce, non può raccontare alla sua famiglia che sta male e che zoppica sempre di più.

Alla fine, dopo mille insistenze, Maria Luisa è riuscita a farsi mandare a scuola ed è qui che le compagne, all'ennesimo "incidente" domestico, lo dicono alla professoressa che la indirizza al centro Yanapanakusun. Una volta accolta, la ragazzina viene accompagnata alla stazione di polizia per denunciare il maltrattamento. Successivamente il centro si è occupato di farla curare in ospedale. Nonostante tre operazioni all’ anca Maria Luisa è riuscita a diplomarsi: “Adesso – dice – voglio solo essere felice”.

Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo