Immagine pezzo principale

Il "testimone" di don Albino

Il presidente di Beati i costruttori di pace ha interrotto il "digiuno ecologico" iniziato a Ferragosto. Ma nel Veneto molti altri hanno aderito all'iniziativa e continueranno la staffetta fino a fine settembre. Anche l'intera giunta di Marano Vicentino. E le onorevoli Puppato e Sbrollini.


Pubblicità

«Non avrei mai creduto che un segno come quello del digiuno portasse a tali e tante conseguenze». A parlare è don Albino Bizzotto, presidente dell'associazione Beati i costruttori di pace di Padova, che per 14 giorni ha digiunato a sola acqua per denunciare il consumo di suolo in Veneto e lo sfregio che subisce l'intero pianeta con scelte come queste.

Su consiglio medico, il digiuno è stato interrotto, ma non le sue conseguenze. Martedì 3 settembre don Bizzotto è stato invitato a parlare in Consiglio Regionale: «Ho esposto le mie ragioni», spiega, «e ho chiesto una moratoria delle grandi opere in Veneto. Sarà difficile ottenerla, ma intanto mi hanno ascoltato: c'erano tutti i capigruppo, alcuni consiglieri e il presidente del Consiglio, Clodovaldo Ruffato».

Nel suo discorso in Regione, don Albino ha così riassunto il senso della sua iniziativa: «Il mio digiuno è partito alla chetichella il giorno dopo ferragosto, ma è stato come avessi levato il tappo a una bottiglia. Esiste una sofferenza diffusa sulle scelte ambientali».

«Perché», ha poi domandato il sacerdote ai capigruppo, «il territorio e il paesaggio non diventano il centro di interesse collettivo, capace di attirare gli investimenti necessari per mettere in sicurezza il sistema acqua bene comune, invece di fare le scelte più impattanti, mettendo a rischio le falde e rubando suolo alle coltivazioni? Perché non è possibile un piano trasporti integrato ferrovia-strade a partire dai bisogni della popolazione, che si sposta sempre più con i mezzi pubblici per necessità? Perché non consolidare e rendere più efficiente e meglio coordinato l'esistente?». Per concludere: «Vi supplico, se c'è responsabilità umana e istituzionale verso tutti i cittadini, partiamo dalle persone e non dalle opere, sia nel sociale che nel politico. Diamo un segnale di grande discontinuità, venga fatta una moratoria e venga ripreso il filo di un servizio per il bene comune».

Due onorevoli e l'intera Giunta di Marano Vicentino in digiuno

Non sappiamo se l'appello di don Bizzotto verrà raccolto dalla Regione Veneto, sappiamo però che in tanti lo hanno già ascoltato e fra questi alcuni amministratori pubblici, come la giunta di Marano Vicentino, che ha intrapreso un digiuno a staffetta cui hanno aderito tutti, a partire dalla sindaca Piera Moro: «C'è la consapevolezza di tutta la giunta che don Albino si sta caratterizzando come un profeta del nostro tempo», ha spiegato. «Il ruolo di un amministratore pubblico è solo tenere la barra di un comune o anche star attento che ci sia un sistema valoriale? Al profeta va data voce e noi abbiamo questa responsabilità. La motivazione parallela è che consideriamo il nostro territorio comunale come un bene troppo prezioso e uno dei punti principali nel programma politico è la sua salvaguardia e tutela, per consegnarlo il più integro possibile alle nuove generazioni».

«In passato», ha detto ancora Piera Moro, «si è fatto un uso molto consumistico del territorio. Avevamo cave, poi trasformate in discariche, sopra la più grande falda acquifera d'Europa, che dà da bere a 800 mila persone. E noi abbiamo la responsabilità di quella falda sotto a discariche con terreno ghiaioso. Abbiamo fatto ricorso al Consiglio di Stato e dopo un anno non c'è ancora nessuna risposta... È giusto dar voce a don Albino? Troppo spesso usiamo, profaniamo il territorio, pensiamo all'oggi e non al futuro. Non ce l'abbiamo con i privati, ma il nostro pianeta sta già ipotecando il futuro, dobbiamo cominciare a pensarci o ne saremo responsabili. L'amministrazione dura solo cinque anni, ma non possiamo far finta che il problema non esista».

La giunta di Marano Vicentino terminerà il digiuno a staffetta l'11 settembre, ma già altri movimenti e associazioni sono pronti a proseguire. Si sono aggiunti anche due onorevoli, Laura Puppato e Daniela Sbrollini. Fino a culminare il 28 e 29 settembre, quando in tutta la regione in molti digiuneranno insieme.

Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo