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Il Tar del Lazio sospende il divieto di Salvini: l’ Open Arms verso Lampedusa

Potrebbe essere in via di soluzione lo stallo che dura da molti giorni sui 503 naufraghi a bordo delle navi delle Ong, non solo di quella spagnola ma anche della Ocean Viking. Il provvedimento dei giudici romani fa riferimento alla violazione delle norme di diritto internazionale del mare in materia di soccorso presenti all’ interno del Decreto sicurezza bis


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Sembra finalmente sbloccata la situazione di stallo che teneva 503 naufraghi da giorni e giorni in mezzo al Mediterraneo: il Tar del Lazio ha preso la decisione di sospendere il divieto di ingresso della nave dell’ Ong Proactiva Open Arms nelle acque territoriali italiane: lo ha annunciato la stessa organizzazione non governativa spagnola che da 13 giorni stazionava in acque internazionali con 151 migranti a bordo: «Sulla base della decisione dei giudici», ha comunicato, «ci dirigiamo verso il porto sicuro più vicino». Il ministro dell’ Interno Salvini aveva vietato l’ ingresso in Italia sulla base del Decreto sicurezza bis. La nave sta già facendo rotta verso Lampedusa e il suo arrivo davanti alle coste siciliane è previsto per questa sera.

Il Tar ha preso la decisione sulla base di un ricorso presentato dai legali della Ong spagnola nella quale – scrivono – «facevamo presente la violazione delle norme di diritto internazionale del mare in materia di soccorso presenti all’ interno del Decreto sicurezza bis». Il Tar, quindi, ha riconosciuto l’ ipotizzata violazione «nonché», aggiunge la Open Arms, «la situazione di eccezionale gravità ed urgenza dovuta alla permanenza protratta in mare dei naufraghi a bordo della nostra nave». I giudici hanno dato il via libera, in questo modo, alla possibilità di prestare soccorso alle persone a bordo e di completare con l’ arrivo in un porto sicuro dell’ azione di soccorso prevista dalle norme internazionali.

 

Proprio poche ore prima del provvedimento del Tar il fondatore di Open Arms, Oscar Camps, aveva lanciato l’ allarme sul deterioramento delle condizioni a bordo e i rischi connessi alla situazione meteorologica in ulteriore peggioramento.

Già ieri, 13 agosto, il Tribunale di Palermo – in risposta a un esposto presentato dalla Open Arms il 7 agosto – aveva chiesto urgenti chiarimenti al Governo italiano in relazione ai 32 minori a bordo: il divieto di ingresso nel mare italiano rischiava di configurarsi come respingimento di fatto, pratica in qualunque caso inammissibile nei confronti di bambini e ragazzi.

Il provvedimento dei giudici romani probabilmente sblocca anche la situazione della Ocean Viking, la nave di Msf e Sos Mediterranee con 356 naufraghi a bordo, di cui 92 minori non accompagnati. La Ocean Viking già il 13 agosto aveva lasciato le acque prospicienti la Libia per dirigersi verso Italia e Malta. «Le persone a bordo, inclusi i minori», aveva riferito a Famiglia Cristiana il medico italiano a bordo, Luca Pigozzi, «hanno raccontato di essere state torturate con elettroshock, picchiate con bastoni e fucili o ustionate con plastica fusa».

 

Con ogni probabilità la sospensione del divieto nei confronti della Open Arms sarà allargato alla Ocean Viking, che peraltro versa in condizioni anche peggiori quanto ad affollamento e a numero di minori soli a bordo.

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