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Il silenzio di Putin

In Russia ci sono ufficialmente 114 casi di contagio e nessun morto. Finora il presidente non si è rivolto alla nazione come hanno fatto altri leader mondiali. Intanto la Chiesa ortodossa fissa alcune norme igieniche per lo svolgimento delle celebrazioni religiose.


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Hanno parlato tutti. Papa Francesco e Sergio Mattarella, Xi Jinping e Donald Trump, Emmanuel Macron e Justin Trudeau, Boris Johnson e Angela Merkel, Pedro Sanchez e Hassan Rouhani, Nicolas Maduro e Jair Bolsonaro. Tutti i principali leader mondiali hanno dichiarato qualcosa sulla pandemia di coronavirus. Tutti meno uno, Vladimir Putin.

Eppure la Russia, 146 milioni e 700 mila abitanti, non è immune dal contagio. Secondo le fonti ufficiali, come riferisce l’ agenzia TASS, in Russia sono stati condotti 116.061 tamponi e i casi di contagio confermati sono 114. Non sono segnalate vittime. 

Il vice primo ministro Tatiana Golikova ha spiegato che che lunedì 16 marzo alcuni pazienti sono stati dimessi dagli ospedali (fra loro ci sarebbe anche un italiano), mentre i pazienti ricoverati sarebbero 79. Golikova ha detto che 57 di loro non hanno sintomi, non è chiaro se tutti gli altri sono in terapia intensiva.

La città più colpita dal contagio è Mosca (53 casi) , seguita da San Pietroburgo (10). Golikova  ha spiegato che 86 dei 93 casi di contagio da coronavirus sono avvenuti mentre le persone infettate si trovavano fuori dalla Russia, in particolare in Italia, Francia, Spagna e Svizzera. Gli altri 7 contagiati non avevano lasciato la Russia, ma sarebbero venuti in contatto con chi è tornato da viaggi all’ estero.

Nei giorni scorsi Putin si è limitato a dire, durante un incontro con il governo, che “Finora, grazie a Dio, non sta avvenendo nulla di critico nel nostro paese”, aggiungendo che “la gente deve conoscere la situazione reale”. Finora sono le sue uniche dichiarazioni. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha smentito che Putin stia preparando un discorso alla nazione. Putin è invece molto concentrato sugli emendamenti costituzionali che, una volta approvati, gli consentiranno di prolungare la durata della sua presidenza oltre il termine del 2024, almeno fino al 2036. Putin ha indetto un voto per approvare gli emendamenti il prossimo 22 aprile, ma non ha escluso un rinvio se la pandemia si aggraverà.  Per proteggere la salute di Putin tutto il personale degli uffici della presidenza e i giornalisti che seguono le attività del presidente saranno sottoposti a un tampone. 

Sia Putin che Tatiana Golikova e la portavoce del ministero  degli esteri, Maria Zakharova,  hanno condannato le “provocatorie storie false” che circolano sul contagio in Russia. La Golikova ha detto che “non corrispondono alla realtà” le voci  secondo le quali le autorità russe stanno nascondendo le reali dimensioni dell’ epidemia in Russia.

In ogni caso il governo si sta preparando a fronteggiare un eventuale peggioramento della situazione. Il primo ministro Mishustin sta preparando un fondo  anti crisi di oltre  4 miliardi di dollari per fronteggiare le ricadute economiche dell’ epidemia. Il ministro dell’ agricoltura ha chiesto ai produttori di preparare scorte per coprire almeno due mesi in caso di crisi alimentare. Le scuole chiuderanno dal 23 marzo al 12 aprile. Detenuti , studenti e militari sranno mobilitati per rpodurre mascherini e altro materiale medico.

Intanto un comunicato  della Chiesa Ortodossa reso noto la mattina del 17 marzo con l’ approvazione del Patriarca Kirill, fissa alcune norme igieniche per la celebrazione dei riti e dei sacramenti. I fedeli potranno bere dal calice solo muniti di un cucchiaio personale ei preti dovranno indossare i guanti quando porgono il pane ai fedeli. È concesso baciare le icone, ma queste vanno disinfettate dopo ogni bacio. Una norma che non sarò facile rispettare.

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