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Il Premio Cuore Amico in aiuto delle missioni

Il riconoscimento è stato assegnato il 19 ottobre a Brescia a don Ernesto Sirani, suor Nadia Monetti, suor Loredana Monetti, Almea Bordino, missionari che si sono distinti per la loro preziosa opera a favore dei bisognosi


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Un passo dopo l’ altro, sulle tracce di un’ umanità dolente, che ha i volti dei bambini che sniffano la colla per non avvertire i morsi della fame, degli anziani gravati dagli anni e dalla fatica, dei sopravvissuti ai conflitti che vagano per città e villaggi come ombre spettrali. Ad andare verso di loro sono don Ernesto Sirani, suor Nadia Monetti, suor Loredana Monetti, Almea Bordino, che il 19 ottobre a Brescia hanno ricevuto il premio Cuore Amico, il riconoscimento (150 mila euro in totale) che da ventinove anni viene assegnato dall’ omonima associazione ai missionari che si sono distinti per la loro opera di evangelizzazione e di aiuto ai bisognosi ai quattro angoli del mondo.

Sulle Ande del Perù

Il primo a muovere i propri passi verso il prossimo è Don Ernesto, sacerdote salesiano che nel lontano 1981 si reca a Jangas, un villaggio arrampicato sulla Cordigliera delle Ande, in Perù. Lassù, a oltre 2.800 metri di altitudine, i campesinos, contadini poverissimi, sfidano ogni giorno la terra arida in una perenne lotta per la sopravvivenza. Il sacerdote comincia la propria opera insegnando il catechismo ai bambini, la prosegue negli anni puntando sulla formazione di ragazzi e ragazze. Per i primi avvia una scuola di intaglio del legno e della pietra, per le seconde una scuola cattolica femminile. «Si tratta di offrire una opportunità di lavoro ai giovani», spiega, «affinché possano costruire il proprio futuro».

Dal Kenya alla Georgia

Suor Nadia, appartenente alla congregazione delle Piccole Figlie di San Giuseppe, inizia, invece, il suo percorso nel 1993 in Kenya, nella missione di Ndithini. Qui costruisce dapprima una casa per i bambini malati di Aids e un dispensario, poi le scuole materna, primaria, elementare. E da ultimo un panificio. «La santità si costruisce giorno dopo giorno chinandosi sui fratelli che hanno bisogno e seminando speranza», sostiene la religiosa. Della medesima congregazione è suor Loredana, attiva dal 1996 nella cittadina di Kutaisi, in Georgia, Paese incastonato tra le montagne del Caucaso, in bilico tra Europa e Asia, che ancora porta le cicatrici dei recenti conflitti. Giunta sul posto, la religiosa non si perde d’ animo e avvia un piccolo ambulatorio per i malati, a cui seguono una mensa e un dormitorio per persone senza fissa dimora e anziani bisognosi. Non manca un centro diurno per i minori.

Nelle baraccopoli dell’ Etiopia

Nel 2002 inizia il cammino di Almea Bordino, che apre ad Addis Abeba, capitale dell’ Etiopia, il Centro San Giuseppe. Attraverso la struttura, adiacente alle baracche in lamiera che si estendono a perdita d’ occhio, la missionaria fornisce pasti quotidiani e assistenza sanitaria ai malati di Aids e di tubercolosi, distribuisce indumenti, offre ausili ortopedici ai disabili, paga le rette scolastiche ai bambini, finanzia con il micro-credito chi vuole intraprendere piccole attività artigianali. Le sue ultime sfide sono prendersi cura dei ragazzi di strada, che in questo Paese sono più di 300mila, e accogliere le ragazze madri, fornendo loro anche sostegno psicologico e formazione.

Nella foresta amazzonica in Brasile

Più recenti i passi di don Roberto, il sacerdote salesiano che dal 2014 vive a Iauarete, un’ area isolata del Brasile, dove offre ai bambini delle comunità indigene cibo, abiti, medicine, possibilità di frequentare la scuola. «Gran parte del nostro lavoro si svolge in oratorio», spiega il religioso, «un luogo in cui i piccoli possono giocare e pregare, trovando accoglienza e affetto». Contestualmente al premio Cuore Amico, la sua opera è stata premiata con 10mila euro offerti dall’ Associazione Carlo Marchini onlus, impegnata nel fornire aiuto e istruzione ai bambini brasiliani.

Un libro dedicato a don Mario Pasini

Infine, la cerimonia è stata l’ occasione per presentare il libro dal titolo Don Mario Pasini, una Chiesa in uscita, scritto da Michele Busi, giornalista e studioso di storia bresciana, e dedicato al fondatore di Cuore Amico. Il sacerdote, costretto per anni su una sedia a rotelle, non aveva mai fatto venire meno il suo impegno a favore delle missioni. A chi lo conosceva, e condivideva i suoi generosi propositi, era solito ripetere: «Il Signore benedica i missionari e dia anche, a ciascuno di noi, la forza di essere sue “mani” a servizio degli altri».

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