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Il Papa sui clochard: non abituiamoci mai alle persone scartate

Migliaia di persone a San Pietro per l'ultimo grande evento dell'Anno giubilare. Un appuntamento particolarmente caro a Francesco: l'incontro con gli ultimi, i clochard. Molto toccanti le parole di Bergoglio: «La persona umana, posta da Dio al culmine del creato, viene spesso scartata. Ed è grave che ci si abitui a questo scarto, bisogna preoccuparsi, quando la coscienza si anestetizza e non fa più caso al fratello che ci soffre accanto». La felicità del Papa per i volontari del Giubileo della Misericordia.


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«Oggi, cari fratelli e sorelle, è il vostro Giubileo, e con la vostra presenza ci aiutate a sintonizzarci sulla lunghezza d'onda di Dio, a guardare quello che guarda Lui: Egli non si ferma all'apparenza, ma rivolge lo sguardo 'sull'umile e su chi ha lo spirito contrito', sui tanti poveri Lazzaro di oggi». Così il Papa si è rivolto alle persone socialmente escluse e ai senza fissa dimora durante la messa a San Pietro per il Giubileo dei senza fissa dimora. Durante la messa il Papa ha puntato il dito contro «la tragica contraddizione dei nostri tempi: quanto più aumentano il progresso e le possibilità, il che è un bene, tanto più vi sono coloro che non possono accedervi».

E poi il Papa ha ricordato come sia sempre molto facile cadere nell'errore di abituarci agli ultimi, alle persone scartate, spesso troppo frettolosamente considerate quasi come dei rifiuti della società. «La persona umana, posta da Dio al culmine del creato, viene spesso scartata, perché si preferiscono le cose che passano. E questo è inaccettabile, perché l'uomo è il bene più prezioso agli occhi di Dio. Ed è grave che ci si abitui a questo scarto; bisogna preoccuparsi, quando la coscienza si anestetizza e non fa più caso al fratello che ci soffre accanto o ai problemi seri del mondo, che diventano solo ritornelli già sentiti nelle scalette dei telegiornali».

E' stato l'ultimo grande evento dell'Anno giubilare, con migliaia di persone radunate a San Pietro. Ieri il Papa aveva salutato “con particolare affetto” i volontari del Giubileo Straordinario della Misericordia. Sono circa 4mila i volontari del Giubileo: in gran parte italiani, ma tanti provengono in particolare da Stati Uniti, Canada, Argentina, Brasile, Messico e Colombia (per le Americhe), Australia (Oceania), Congo (Africa) e India e Taiwan (Asia). Per la maggior parte si sono iscritti individualmente sul sito del Giubileo. Di questi 4mila, 1800 sono dell'Ordine di Malta e hanno prestato anche assistenza sanitaria. 

I volontari hanno offerto il loro tempo, almeno una settimana, per assistere i pellegrini giunti a Roma da ogni parte del mondo, fornendo indicazioni su tutti i servizi disponibili, accompagnandoli lungo percorsi appositamente riservati per accedere alle Basiliche Papali, attraversare la Porta Santa e rimanere in preghiera nelle Basiliche secondo i tempi e le modalità previste. Un grande impegno svolto in coordinamento con le forze di Pubblica Sicurezza italiane. Queste le parole di Francesco per i volontari: «Siete stati bravi! Voi, che venite da diverse Nazioni, e vi ringrazio per il prezioso servizio prestato perché i pellegrini potessero vivere bene quest’ esperienza di fede. Nel corso di questi mesi, ho notato la vostra discreta presenza in piazza con il logo del Giubileo e sono ammirato della dedizione, della pazienza e dell’ entusiasmo con cui avete svolto la vostra opera. Grazie tante!».

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