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Il Papa: «Romero calunniato da alcuni vescovi anche dopo la morte»

Il Pontefice incontra un gruppo di pellegrini del Salvador e parla dell’ arcivescovo ucciso nel 1980 e beatificato lo scorso maggio. «Fu lapidato con la pietra più dura del mondo: la lingua da parte dei suoi fratelli nel sacerdozio e nell’ episcopato», ha detto, «non parlo per sentito dire ma sono stato testimone delle calunnie»


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«Il martirio di Romero non fu solo nel momento della sua morte, iniziò prima con le persecuzioni e continuò dopo. Non bastava che fosse morto: fu diffamato, calunniato, infangato». Sono le parole di Papa Francesco che venerdì ha incontrato un gruppo di pellegrini arrivati dal Salvador in Vaticano per ringraziarlo della beatificazione dell’ arcivescovo ucciso sull’ altare nel 1980 dagli squadroni della morte. Il martirio di Oscar Arnulfo Romero, è la denuncia il Pontefice, continuò anche dopo la sua morte per mano «dei suoi fratelli nel sacerdozio e nell’ episcopato».

Bergoglio parlava a braccio spiegando  di essere stato personalmente testimone delle calunnie contro Romero. «Non parlo per aver sentito dire. Ho ascoltato queste cose». Ed ora che il grande arcivescovo è stato elevato all’ onore degli altari lo scorso marzo come beato, per Bergoglio «è bello vederlo così: un uomo che ha continuato ad essere martire. Solo Dio», ha spiegato ancora Francesco parlando in spagnolo, «conosce la storia della persona. E vede se la stanno lapidando con la pietra più dura che esiste nel mondo: la lingua».

Nella storia recente di questo Paese – ha ricordato il Pontefice – la testimonianza di mons. Romero si è unita a quella di altri fratelli e sorelle, come padre Rutilio Grande: «Tutti questi fratelli sono un tesoro e una fondata speranza per la Chiesa e per la società salvadoregna» L’ impatto della loro devozione, ha aggiunto Bergoglio, si percepisce ancora nei nostri giorni.

«A poche settimane dall’ inizio del Giubileo straordinario della Misericordia l’ esempio di mons. Romero costituisce per la sua amata nazione «uno stimolo per un rinnovato annuncio del Vangelo di Gesù Cristo», ha detto, «con fondata speranza desiderava vedere l’ arrivo del felice momento della scomparsa da El Salvador della terribile tragedia della sofferenza di tanti nostri fratelli a causa dell’ odio, della violenza e dell’ ingiustizia».

«Che il Signore – ha concluso – con una pioggia di misericordia e di bontà, con un torrente di grazie, converta tutti i cuori» e El Salvador «diventi un Paese in cui ognuno si senta redento e fratello senza differenze». La delegazione salvadoregna ha ringraziato il Pontefice per la beatificazione di mons. Romero, auspicato che siano prossime la Canonizzazione dell’ arcivescovo e la beatificazione di padre Rutilio Grande e ha anche invitato il Papa a visitare El Salvador.

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Monsignor Oscar Romero è stato ucciso il 24 marzo 1980 e proclamato beato lo scorso 23 maggio
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