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Il Papa: "Pregate per i contagiati"

Per la prima volta l'Angelus in streaming. La sorpresa dei turisti stranieri e l'iniziativa della diocesi di Roma di una giornata di preghiera e digiuno. L'equivalente del pasto devoluto per chi è in prima linea nel fronteggiare l'emergenza.


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C’ è sorpresa negli sparuti drappelli che si sono ritrovati in piazza San Pietro. Mary, Nuova Zelanda, non sapeva che il Papa non si sarebbe affacciato dalla finestra. Davanti ai maxi schermi sostano Brian e Thomas, Justine e Nancy. A un metro di distanza, ma siamo noi ad avvisarli delle disposizioni, ci dicono che non avevano letto ciò che sarebbe successo. Sono in vacanza con il loro gruppo e partiranno a giorni, se gli aerei saranno confermati. «Volevamo vedere il Papa. È stata comunque un’ esperienza venire qui».

E il Papa, dalla biblioteca del palazzo apostolico, «ingabbiato», come dice lui, parla collegato in streaming, del coronavirus: «È un po’ strana questa preghiera dell’ Angelus di oggi, con il Papa “ingabbiato” nella biblioteca, ma io vi vedo, vi sono vicino. E vorrei incominciare anche ringraziando quel gruppo [presente in Piazza] che manifesta e lotta “Per i dimenticati di Idlib”. Grazie! Grazie per quello che fate. Ma questo modo di oggi di pregare l’ Angelus lo facciamo per compiere le disposizioni preventive, così da evitare piccoli affollamenti di gente, che possono favorire la trasmissione del virus».

Papa Francesco ricorda di essere «vicino con la preghiera alle persone che soffrono per l’ attuale epidemia» e anche «a tutti coloro che se ne prendono cura. Li ho ricordati molto in questi giorni di ritiro. Mi unisco ai miei fratelli Vescovi nell’ incoraggiare i fedeli a vivere questo momento difficile con la forza della fede, la certezza della speranza e il fervore della carità. Il tempo di Quaresima ci aiuti a dare un senso evangelico anche a questo momento di prova».

C’ è anche la Siria nei pensieri di Bergoglio. Per chi è costretto a fuggire dai «recenti sviluppi della guerra» il Pontefice rinnova la sua «grande apprensione per la situazione disumana di queste persone inermi, tra cui tanti bambini, che stanno rischiando la vita. Non si deve distogliere lo sguardo di fronte a questa crisi umanitaria, ma darle priorità rispetto ad ogni altro interesse».

Intanto nelle chiese di Roma si diradano i fedeli. Anche nelle parrocchie del centro si rispetta il metro di distanza tra chi partecipa alla messa. E l’ arcivescovo della capitale, Angelo De Donatis chiama tutti i fedeli a una speciale giornata di digiuno e preghiera, il prossimo mercoledì 11 marzo, «per invocare da Dio aiuto», scrive il cardinale «per la nostra città, per l’ Italia e per il mondo. Lo stesso giorno presiederò una Santa Messa dal Santuario del Divino Amore alle 19 che vi invito a seguire in diretta su Telepace (canale 73 e canale 515 di Sky) e in streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma». Si pregherà «per quanti sono contagiati e per chi si prende cura di loro; e per le nostre comunità, perché siano testimonianza di fede e di speranza in questo momento».

Inoltre, «oltre al digiuno, rinunciando ad un pasto, vogliamo essere vicini, con un segno di elemosina, raccogliendo delle offerte che devolveremo a sostegno del personale sanitario che si sta spendendo con generosità e sacrificio nella cura dei malati».

 

nella foto la parrocchia di Santa Maria in Trivio, a due passi da Fontana di Trevi

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