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Il Papa giornalista

Benedetto XVI visita l'Osservatore: "Ero molto curioso di vedere come si fa". Il giornale nato 150 anni fa. Auguri e complimenti alla redazione e poi si mette davanti al computer.


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“Non accade tutti in giorni di avere un Papa in redazione”, sorridono Gian Maria Vian e Carlo Di Cicco, direttore (foto con il Papa) e  vice-direttore dell’ Osservatore Romano. E’ accaduto questa mattina quando Benedetto XVI è andato a visitare il giornale di cui è praticamente l’ editore. L’ Osservatore Romano compie 150 anni e il Papa è andato a fare gli auguri. Ha confidato al direttore Gian Maria Vian e ai redattori: “Da molto tempo ero realmente curioso di vedere come si fa oggi un giornale, dove nasce il giornale, e conoscere almeno per un momento le persone che fanno questo nostro giornale. Ho avuto adesso la gioia di scoprire il modo moderno, totalmente diverso da quello di cinquant'anni fa, in cui un giornale nasce. Esige molta più, diciamo, creatività umana che lavoro tecnico. E così questa "officina" è certamente dedicata al fare, ma prima, soprattutto, al conoscere, al pensare, al giudicare, al riflettere. Non è nemmeno solo una "officina": è soprattutto un grande osservatorio, come dice il nome”.

 L’ ultima volta che il Papa-editore era stato in redazione fu vent’ anni fa. Ma Giovanni Paolo II era andato a vedere il suo giornale anche poco dopo l’ elezione nel 1979. Vian ha ripercorso brevemente la storia delle visite dei pontefici nelle redazione. Il primo fu Pio XI nel 1930, poi Giovanni XXIII nel 1959, Paolo VI nel 1963 e le due visite di Karol Wojtyla. All’ Osservatore Romano lavorano un centinaio di persone di 15 Paesi. Benedetto XVI seduto ad una delle postazioni della video-impaginazione ha seguito dopo il discorso ai giornalisti le diverse fasi della lavorazione del giornale.  

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Benedetto XVI in redazione
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