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Il Papa fa la spesa dagli agricoltori terremotati

Su mandato di Francesco, l’ elemosiniere mons. Konrad Krajewski si è recato nelle zone terremotate dell’ Italia centrale, da Ascoli a Norcia, per acquistare dai piccoli rivenditori, fortemente in difficoltà a causa del sisma, prodotti alimentari tipici delle aree colpite da destinare alle mense dei poveri di Roma. E un agricoltore ha ricevuto 15 mila euro per comprare un nuovo mezzo agricolo


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L’ iniziativa è stata voluta dal Papa in persona. E così, nei giorni scorsi, l'Elemosineria Apostolica si è recata nelle zone terremotate dell'Italia centrale, da Norcia alle zone dell’ Ascolano, per acquistare dai piccoli rivenditori, fortemente in difficoltà a causa del sisma, prodotti alimentari tipici delle aree colpite, da destinare alle mense dei poveri di Roma sostenute dalla Santa Sede. In accordo con i vescovi di Rieti, mons. Domenico Pompili, di Ascoli Piceno, mons. Giovanni D'Ercole, di Camerino-San Severino Marche, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, e di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, sono stati individuati alcuni gruppi di contadini, agricoltori e produttori le cui aziende rischiano di chiudere a causa dei danni provocati dal terremoto.

L'Elemosineria, tramite l'elemosiniere mons. Konrad Krajewski, ha provveduto a comprare una grande quantità dei loro prodotti per una spesa totale di circa 11 mila euro, con l'intenzione, espressa dal Pontefice, di aiutarli ed incoraggiarli nel proseguire nelle loro attività. «Un gesto in linea con il magistero di Papa Francesco che spesso, nei suoi incontri, ha ricordato che «quando non si guadagna il pane, si perde la dignità». Tutti i prodotti acquistati sono stati immediatamente distribuiti a diverse mense caritative della città di Roma per la preparazione dei pasti donati quotidianamente alle persone bisognose e senza fissa dimora. Già da qualche mese anche presso l'Annona, il supermercato presente all'interno della Città del Vaticano e riservato ai dipendenti vaticani, è possibile acquistare alcuni prodotti tipici delle zone terremotate contribuendo così a sostenere e a far ripartire l'economia di quella parte dell'Italia centrale ancora in difficoltà.

Il vescovo di Norcia: ringrazio per il Papa per la sua attenzione

Inoltre, Francesco ha donato attraverso il suo elemosiniere 15 mila euro a un agricoltore terremotato dell'Ascolano per l'acquisto di un nuovo mezzo agricolo. «È stata un'emozione e anche un aiuto significativo: vendere i nostri prodotti a Papa Francesco non è cosa da tutti i giorni», hanno detto all'Ansa alcuni dei produttori che hanno ricevuto la visita di una delegazione del Vaticano. Ad accompagnare la delegazione vaticana, il vescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo. «Siamo grati al Santo Padre di averci chiesto questa fornitura, al di là dell'aspetto economico è un segnale molto importante nei nostri confronti», dice Valter Ansuini, dal suo negozio di Norcia. «Io gli ho venduto del pecorino, non mi sembra ancora vero che il Papa ci abbia chiesto tutto questo, per noi è stato un aiuto concreto», aggiunge dalla frazione nursina di Campi, Giuliano Cetorelli. Sulla stessa lunghezza d'onda Giustino Graziosi: «È stata un'iniziativa significativa e importante». In tutto la Santa Sede ha acquistato a Norcia e dintorni 150 chili di roveia e 42 di farro (legumi tipici della Valnerina, ndr) e 80 di formaggio.

«È un ulteriore segno di vicinanza di Papa Francesco alle popolazioni colpite dal terremoto e lo ringrazio per questa delicatezza che ha avuto nel voler sostenere la ripresa delle piccole aziende famigliari che con fatica stanno ricominciando a riprendere una normale attività», ha commentato il vescovo Boccardo.

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