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Il Papa contro la "Dea tangente"

Nella messa a Santa Marta il Papa torna sul tema della corruzione: guai ai genitori che danno il pane sporco ai figli.


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Quello della corruzione è stato un tema caro a papa Bergoglio fin dai tempi in cui era arcivescovo di Buenos Aires. E la parabola di oggi, sull'amministratore disonesto, gli ha dato l'opportunità di tornare a spiegare quanto sia pericolosa la mondanità e di quanto le strade più brevi per il guadagno siano quelle da evitare per un cristiano. «Questo amministratore è un esempio di mondanità. Qualcuno di voi potrà dire: ‘Ma, questo uomo ha fatto quello che fanno tutti!’ . Ma tutti, no! Alcuni amministratori, amministratori di aziende, amministratori pubblici; alcuni amministratori del governo... Forse non sono tanti. Ma è un po’ quell’ atteggiamento della strada più breve, più comoda per guadagnarsi la vita».
Ma è un'abitudine che non viene da Dio, «L'abitudine alla tangente», ha detto papa Francesco, «è un’ abitudine mondana e fortemente peccatrice. Non viene da Dio: Dio ci ha comandato di portare il pane a casa col nostro lavoro onesto! E quest’ uomo, amministratore, lo portava, ma come? Dava da mangiare ai suoi figli pane sporco! E i suoi figli, forse educati in collegi costosi, forse cresciuti in ambienti colti, avevano ricevuto dal loro papà, come pasto, sporcizia, perché il loro papà, portando pane sporco a casa, aveva perso la dignità! E questo è un peccato grave! Perché si incomincia forse con una piccola bustarella, ma è come la droga».
Il papa non fa sconti: «L'abitudine alle tangenti diventa una dipendenza. Ma se c’ è una “furbizia mondana”, c’ è anche una “furbizia cristiana, di fare le cose un po’ svelte... non con lo spirito del mondo, ma onestamente».
E ha concluso con una preghiera: «Forse oggi ci farà bene a tutti noi pregare per tanti bambini e ragazzi che ricevono dai loro genitori pane sporco: anche questi sono affamati, sono affamati di dignità! Pregare perché il Signore cambi il cuore di questi devoti della dea tangente e se ne accorgano che la dignità viene dal lavoro degno, dal lavoro onesto, dal lavoro di ogni giorno e non da queste strade più facili che alla fine ti tolgono tutto. E poi finirei come quell’ altro del Vangelo che aveva tanti granai, tanti silos ripieni e non sapeva che farne: "Questa notte dovrai morire", ha detto il Signore. Questa povera gente che ha perso la dignità nella pratica delle tangenti soltanto porta con sé non il denaro che ha guadagnato, ma la mancanza di dignità».

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