Immagine pezzo principale

«Il ritorno delle messe con il popolo segno di speranza per tutta la società italiana. Ma prudenza!»

Il Papa al Regina Caeli: «Rispettiamo le norme per custodire la salute di tutti». E ricorda il centenario della nascita di San Giovanni Paolo II: «Dal Cielo continui a intercedere per il popolo di Dio e la pace nel mondo»


Pubblicità

«Domani ricorre il centenario della nascita di San Giovanni Paolo II, a Wadowice, in Polonia. Lo ricordiamo con tanto affetto e tanta riconoscenza. Domani mattina, alle 7, celebrerò la Santa Messa, che sarà trasmessa in tutto il mondo, all’ altare dove riposano le sue spoglie mortali. Dal Cielo egli continui a intercedere per il Popolo di Dio e la pace nel mondo».

Nella Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano papa Francesco recita il Regina Caeli (che nel tempo di Pasqua sostituisce l’ Angelus) e ricorda il suo predecessore che ha canonizzato, insieme a Giovanni XXIII, il 27 aprile 2014.

Il Pontefice ricorda anche che in «alcuni Paesi sono riprese le celebrazioni liturgiche con i fedeli; in altri se ne sta valutando la possibilità; in Italia, da domani si potrà celebrare la Santa Messa con il popolo. Per favore, andiamo avanti con le norme, le prescrizioni che ci danno per custodire la salute di ognuno. Condivido la gioia delle comunità che possono finalmente ritrovarsi come assemblea liturgica: è un segno di speranza e un dono per tutta la società».

Il pensiero del Papa va anche agli sconvolgimenti prodotti nella vita delle comunità dal virus: «Nel mese di maggio, in tante parrocchie è tradizione celebrare le Messe di Prima Comunione», spiega, «chiaramente, a causa della pandemia, questo bel momento di fede e di festa è stato rimandato. Perciò desidero inviare un pensiero affettuoso ai bambini e alle bambine che avrebbero dovuto ricevere per la prima volta l’ Eucaristia. Carissimi, vi invito a vivere questo tempo di attesa come opportunità per prepararvi meglio: pregando, leggendo il libro di catechismo per approfondire la conoscenza di Gesù, crescendo nella bontà e nel servizio agli altri. Buon cammino!».

Prima della recita del Regina Caeli, il Papa si sofferma sul Vangelo di questa sesta domenica di Pasqua che, dice, «presenta due messaggi fondamentali: l’ osservanza dei comandamenti e la promessa dello Spirito Santo. Gesù lega l’ amore per Lui all’ osservanza dei comandamenti, e su questo insiste nel suo discorso di addio: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”; “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama”. Gesù», continua Bergolio, «ci chiede di amarlo, ma spiega: questo amore non si esaurisce in un desiderio di Lui, o in un sentimento, no, richiede la disponibilità a seguire la sua strada, cioè la volontà del Padre.

E questa si riassume nel comandamento dell’ amore reciproco, dato da Gesù stesso: «Come io ho amato voi, così anche voi amatevi gli uni gli altri”. Non ha detto: “Amate me, come io ho amato voi”, ma “amatevi a vicenda come io vi ho amato”. Egli ci ama senza chiederci il contraccambio, e vuole che questo suo amore gratuito diventi la forma concreta della vita tra di noi: questa è la sua volontà». Francesco sottolinea che Gesù «per aiutare i discepoli a camminare su questa strada, promette che pregherà il Padre di inviare “un altro Paraclito”, cioè un Consolatore, un Difensore che prenda il suo posto e dia loro l’ intelligenza per ascoltare e il coraggio per osservare le sue parole. Questo è lo Spirito Santo, che è il dono dell’ amore di Dio che discende nel cuore del cristiano. Dopo che Gesù è morto e risorto, il suo amore è donato a quanti credono in Lui e sono battezzati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Lo Spirito stesso li guida, li illumina, li rafforza, affinché ognuno possa camminare nella vita, anche attraverso avversità e difficoltà, nelle gioie e nei dolori, rimanendo nella strada di Gesù. Questo è possibile proprio mantenendosi docili allo Spirito Santo, affinché, con la sua presenza operante, possa non solo consolare ma trasformare i cuori, aprirli alla verità e all’ amore».

Il quinto anniversario della Laudato Si'

Bergoglio ricorda qual è il ruolo dello Spirito: «Di fronte all’ esperienza dell’ errore e del peccato, che tutti facciamo, ci aiuta a non soccombere e ci fa cogliere e vivere pienamente il senso delle parole di Gesù: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”. I comandamenti non ci sono dati come una sorta di specchio, nel quale vedere riflesse le nostre miserie e incoerenze. No, la Parola di Dio ci è data come Parola di vita, che trasforma, che rinnova, che non giudica per condannare, ma risana e ha come fine il perdono. Una Parola che è luce ai nostri passi. E tutto questo è opera dello Spirito Santo!». E conclude: «La Vergine Maria, modello della Chiesa che sa ascoltare la Parola di Dio e accogliere il dono dello Spirito Santo, ci aiuti a vivere con gioia il Vangelo, nella consapevolezza di essere sorretti dallo Spirito, fuoco divino che riscalda i cuori e illumina i nostri passi».

Prima dei saluti finali, Bergoglio ricorda che «oggi comincia la settimana Laudato Si’ nella quale si ricorda il quinto anniversario dell’ enciclica (la seconda del pontificato pubblicata il 24 maggio 2015, ndr), in questo tempo di pandemia nel quale siamo consapevoli della cura auguro che tutta la riflessione e l’ impegno comune aiuti a fortificare atteggiamenti costruttivi per la cura del creato».

Al termine, prima di augurare “buon pranzo” il Papa esorta: «Non dimenticatevi di pregare per me». Poi, come di consueto in queste settimane di pandemia, si affaccia dalla finestra del studio del Palazzo Apostolico, su una piazza San Pietro vuota, per una benedizione. Alcuni ciclisti, su via della Conciliazione, lo salutano da lontano.

Immagine articolo
Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo