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Papa Francesco: «Aiutare i poveri non è "da comunisti", è Vangelo»

«Sono Gabriel, ho 21 anni. Con altri giovani siamo animati dal desiderio di metterci al servizio dei poveri che sono intorno a noi. Ma faccio fatica a vivere la solidarietà nella Chiesa». La risposta del Papa


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Gabriel:

Buongiorno, Santo Padre. Sono Gabriel, ho 21 anni. Con i giovani del dipartimento di Isère, siamo animati dal desiderio di metterci al servizio dei poveri che sono intorno a noi. Personalmente, faccio fatica a vivere la solidarietà nella Chiesa: ho bisogno di essere accompagnato e orientato per vivere la carità in maniera concreta.

Clara-Marie:

Santo Padre, mi chiamo Clara-Marie e ho 16 anni. La mia domanda: cosa ci si aspetta da noi in quanto giovani cristiani, per vivere concretamente questa carità?

Papa Francesco:

Tutte e due hanno lo stesso tema. I poveri sono al centro del Vangelo. Quando io ero seminarista e prete giovane in America Latina era il tempo del ’ 68; anche voi lo avete conosciuto. Quello che contava di più era la guerriglia, il lavoro politico… E se un prete faceva un lavoro con i poveri, quel prete era “comunista”. Perché la situazione politica era così… Sembrava che l’ unico gruppo che si avvicinava ai poveri e lottava per la giustizia erano i comunisti. È al rovescio: il Vangelo, il Vangelo mette i poveri al centro. Anzi, mette la povertà al centro. Se tu non hai una povertà di spirito, tu non sarai un beato, un cristiano bravo. È la prima delle beatitudini: i poveri, i poveri di spirito. Poi, avvicinarsi ai poveri, ma non dall’ alto in basso. E’ lecito guardare una persona dall’ alto in basso solo quando tu ti inchini per sollevarla. In altre situazioni non è lecito guardare una persona dall’ alto in basso. Andare dai poveri allo stesso livello, servire i poveri perché sono l’ immagine di Cristo. E quando dico poveri, dico poveri di tutto: anche i poveri di salute, gli ammalati; i poveri di soldi; i poveri di cultura; i poveri che sono caduti nei vizi, nelle dipendenze. Quanti vostri compagni sono nella droga, per esempio: sono poveri, poveri del Vangelo. “Ma no, quello che è nella droga ha tanti soldi e famiglia ricca, quello non è un povero”. No, quello è un povero, è un povero. Avvicinarsi al povero per servirlo. Avvicinarsi al povero per sollevarlo. Ma sollevarlo insieme, inginocchiandomi e prendendolo. Quando tu tocchi la malattia di un povero, tu stai toccando le piaghe di Cristo. Questo è un po’ il senso dei poveri nella Chiesa. Ça va bien?

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