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I due pastorelli, Giacinta e Francesco, sono santi

Il Papa ha letto la formula canonica nella Messa davanti al santuario che ricorda le apparizioni cominciate il 13 maggio del 1917. E ha invitato tutti i fedeli, in tutto il mondo a venerare con la massima devozione i due nuovi santi.


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da Fatima

 

I due pastorelli di Fatima Francisco e Giacinta Marto sono santi: papa Bergoglio ha infatti letto la formula canonica che li iscrive nel registro dei santi. Lo ha fatto nella messa davanti al santuario che ricorda le apparizioni cominciate il 13 maggio del 1919, delle quali beneficiò anche la cugina Lucia. I due piccoli veggenti erano stati beatificati da papa Wojtyla, qui a Fatima, il 13 maggio del Duemila. Di Lucia, morta nel 2005, è in corso il processo di beatificazione.

 

«Questo viaggio è un po’ speciale: è un viaggio di preghiera, di incontro con il Signore e con la Santa Madre di Dio». Poche parole in aereo, quelle di papa Francesco, prima di salutare i giornalisti. Giusto lo spazio di ringraziare «per il lavoro e per la compagnia» in questo suo diciannovesimo viaggio internazionale. Un viaggio di «speranza e pace», come recita il motto pensato per questo pellegrinaggio in occasione del centenario delle apparizioni della vergine ai pastorelli di Fatima. Sono passate appena due settimane dal viaggio – difficilissimo – in Egitto e dall’ impegno preso con le altre confessioni religiose di combattere il fanatismo e le violenze.

 

Ai piedi della “Regina del rosario” il Papa sosta a lungo, in silenzio, davanti a oltre 600 mila persone. Arriva come «pellegrino della Pace» per implorare «per il mondo la concordia fra tutti i popoli». Nella preghiera che legge davanti alla cappellina delle Apparizioni Francesco porta il dolore del mondo, il sangue versato dai cristiani, la distruzione delle guerre, il pianto della famiglia umana.

 

Tutta Fatima - e migliaia di pellegrini da ogni dove - si sono dati appuntamento davanti al santuario. Il parcheggio è interamente occupato da roulotte e camper, gli alberghi pieni, le strade colme di pellegrini. Il Papa resta in piedi, davanti alla statua originaria prodotta in cedro del Brasile e con la corona in oro nella quale è incastonato il proiettile estratto dal corpo di Giovanni Paolo II dopo l’ attentato in piazza San Pietro il 13 maggio 1981.

 

«In questo luogo, da cui cent’ anni or sono a tutti hai manifestato i disegni della misericordia di Dio, guardo la tua veste di luce  e, come vescovo vestito di bianco», recita il Papa quasi richiamando «il vescovo vestito di bianco» di cui si parla nel terzo mistero di Fatima, «ricordo tutti coloro che, vestiti di candore battesimale, vogliono vivere in Dio e recitano i misteri di Cristo per ottenere la pace».

 

E ancora, allargando l’ orizzonte a tutta la Chiesa ed evocando il martirio dei cristiani, Francesco aggiunge: «Fa’ che seguiamo l’ esempio dei Beati Francesco e Giacinta, e di quanti si consacrano all’ annuncio del Vangelo. Percorreremo così ogni rotta, andremo pellegrini lungo tutte le vie, abbatteremo tutti i muri  e supereremo ogni frontiera, uscendo verso tutte le periferie, manifestando la giustizia e la pace di Dio.  Saremo, nella gioia del Vangelo, la Chiesa vestita di bianco, del candore lavato nel sangue dell’ Agnello versato anche oggi nelle guerre che distruggono il mondo in cui viviamo. E così saremo, come Te, immagine della colonna luminosa che illumina le vie del mondo,  a tutti manifestando che Dio esiste, che Dio c’ è, che Dio abita in mezzo al suo popolo, ieri, oggi e per tutta l’ eternità».

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