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Il palloncino di Arianna

La bambina, che abita a Jesi, l'aveva lanciato un anno fa con messaggio di pace allegato. E' arrivato in Croazia, nel frutteto di una signora che anni fa ha vissuto la guerra.


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    Le favole, a volte, si avverano. E' il 6 gennaio del 2010: a Jesi, in provincia di Ancona, per la Giornata della pace centinaia di bambini si ritrovano in piazza per lanciare dei palloncini con allegati messaggi e disegni che esprimono la loro idea di pace. I palloncini volano via, si disperdono, trasportati dal vento, ognuno per la sua strada. Quello lanciato dalla piccola Arianna, 5 anni, percorre un tragitto particolare, lunghissimo: prende il largo, attraversa il mare Adriatico e arriva in Croazia, a Gospic, cittadina che ha sofferto in modo atroce la guerra dei Balcani (prima del conflitto contava 15mila abitanti, successivamente appena 3mila). Qui, nel 2008 fu ucciso da una bomba esplosa davanti a casa sua l'ufficiale croato Milan Levar: nel 1997 aveva testimoniato, insieme ad altri, contro il suo stesso esercito al Tribunale dell'Aja per crimini di guerra contro la popolazione serba in Krajina.

    A Gospic, il palloncino di Arianna rimane impigliato su un albero di prugne in un frutteto. La proprietaria, la signora Marijana, lo trova, con grande sorpresa legge il messaggio di pace arrivato fin lì da oltremare, si commuove. Scrive una lettera al Comune di Jesi, vuole mettersi in contatto con chi ha lanciato quel palloncino di pace. "Pensavo che queste cose succedessero soltanto nelle fiabe", scrive Marijana nella sua lettera, "la mia città ha conosciuto la guerra e sono successe cose terribili"... "sono felice che nelle scuole italiane si insegni ad apprezzare la pace".

     Il prossimo 6 gennaio a Jesi si terrà la Giornata della pace 2011. E al mattino si ripeterà anche quest'anno l'iniziativa "2.000 idee per la pace": i bambini della città si raduneranno, ritireranno i palloncini biodegradabili e, dopo aver allegato i loro messaggi di pace, da piazza della Repubblica li lanceranno di nuovo in alto, li vedranno volare via in balia del vento, lontano, in ogni direzione. La storia del palloncino di Arianna è stata raccontata dal papà della bambina, Roberto Ceccarelli: un attore la leggerà in piazza, prima del lancio dei palloncini. Sulla scia di questa "favola", nel pomeriggio si terrà un convegno sul tema "Le bugie della guerra", con il giornalista Ennio Remondino, che ha seguito il conflitto balcanico da Belgrado e dal Kosovo.

La favola non finisce qui. Un'agenzia che gestisce i viaggi in traghetto tra Zara e Ancona, affascinata dalla storia del palloncino di Arianna, ha deciso di offrire un passaggio per quattro persone tra le due sponde dell'Adriatico. Così, la signora Marijana Zivkovic da Gospic arriverà a Jesi in primavera, insieme alla sua famiglia, per parlare della guerra vissuta in prima persona e di tutte le guerre; per conoscere Arianna e tutti i piccoli messaggeri di pace della città marchigiana.

       

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Un momento dell'iniziativa 2.000 idee per la pace che si è tenuta a Jesi un anno fa.
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