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Se i Governatori del Nord chiudono tutte le porte ai migranti

I trasferimenti regionali ai Comuni che li accolgono verranno ridotti. Lo ha affermato Maroni. Toti e Zaia confermano la linea. Si forma così un blocco all'immigrazione del Settentrione. Intanto l'Onu fa sapere che circa 1.500 persone sono in arrivo, oltre mille sono approdate fra Palermo e Trapani solo ieri.


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Mentre l'Onu fa sapere che probabilmente sono in arrivo 1.000 se non 1.500 migranti bisognosi di aiuto, e ieri tra Palermo e Trapani ne sono approdati circa 1300, i Governatori del Nord fanno sapere che per loro non sono disponibili risorse, né denaro né altre forme di accoglienza. 

Maroni, Governatore della Lombardia, ha minacciato di tagliare i trasferimenti regionali ai sindaci che dovessero accogliere nuovi migranti.

"Non accoglieremo altri migranti come faranno Lombardia, Veneto e Val d'Aosta. L'intervento di Maroni è legittimo", ha confermato il neogovernatore della Liguria Toti. "Quello dei migranti "è un problema che dovrebbe essere risolto a monte e invece viene scaricato a valle".

"Smettiamola con l' illusione di poter sopportare e gestire un esodo biblico", ha rincarato la dose il governatore del Veneto Luca Zaia, "il Veneto è una bomba che sta per scoppiare".

Ancora una volta si pone dunque il dilemma fra il dovere umanitario dell'accoglienza e le opposizioni degli amministratori, specie del Nord, che denunciano insormontabili problemi pratici.

Ancora una volta l'Italia si sente drammaticamente sola nel gestire uno dei più grandi fenomeni epocali. 

Ancora una volta la missione europea Triton mostra crepe che fanno sospettare una strutturale inadeguatezza, e molti tornano a sostenere che Mare Nostrum, l'operazione italiana per gestire i flussi migratori nel Mediterraneo, rispondeva meglio alla esigenze della situazione. 

Ancora una volta tanta gente semplice, a Lampedusa e e non solo, insieme a tanti operatori, volontari e professionisti, metteranno da parte ogni chiacchiera di fronte ai volti sconvolti di uomini, donne e bambini in fuga dalla morte, comunque essa si chiami.

Ancora una volta il Papa farà suo il grido di dolore di questi disperati e chiederà all'Europa e alla comunità internazionale di mostrarsi solidale, di non dimenticare il dovere della carità fra fratelli. Chi la ascolterà?

Il Nord ha già detto no.

La dura presa di posizione dei tre governatori ha suscitato anche consensi e critiche. Per Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente Anci (l'associazione dei Comuni), "non è nei poteri di un presidente di regione decidere quale politica di accoglienza di profughi persegue il nostro Paese. Tanto meno è accettabile che si minaccino in modo ritorsivo, e illegalmente, riduzioni di risorse ai comuni che ospitano profughi".

"E' evidente la strumentalità politica di Maroni sull'immigrazione e forse bisognerebbe avvertirlo che la campagna elettorale è finita", afferma il presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino, sottolineando che "un'eventuale interruzione dei trasferimenti ai Comuni sarebbe oggetto di innumerevoli ricorsi".

Radicali le parole del leader della Lega Nord Matteo Salvini: "Chiuderei l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) che non serve a un accidente, se non a Boldrini e ai suoi successori".

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