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I cattolici al voto: il grande fattore Corte Suprema

Per la prima volta dal 1976 l’ elemento religioso è stato tenuto fuori dal dibattito pre elettorale: ora i cattolici americani per chi voteranno?


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Manlio Graziano, docente universitario a Parigi e Ginevra, è autore di In Rome we trust, un saggio pubblicato da il Mulino dedicato al peso dei cattolici nella vita politica degli Stati Uniti. «Nelle ultime elezioni», spiega Graziano, «i cattolici hanno votato come la maggioranza degli elettori americani e penso che questa volta sarà lo stesso. Per la prima volta dal 1976 l’ elemento religioso è stato tenuto fuori dal dibattito pre elettorale, tuttavia molti cattolici terranno conto che il prossimo presidente nominerà il nono giudice della Corte suprema. Ora la Corte ha quattro giudici conservatori e quattro progressisti, il nono farà pendere la bilancia da una parte o dall’ altra. Immagino che l’ elettorato religioso tradizionalista, fermo sulla difesa dei cosiddetti princìpi non negoziabili, voterà turandosi il naso per Trump, perché ha promesso di scegliere un giudice dalla loro parte».

I cattolici progressisti saranno tutti con Hillary Clinton?

«Di certo voteranno contro Trump per la sua chiusura netta sui temi dell’ immigrazione. L’ accoglienza degli immigrati è diventato il nuovo principio non negoziabile della Chiesa cattolica».

Quali saranno i rapporti del neopresidente con la Chiesa?

«Per Trump un rapporto problematico. Per la Clinton, cresciuta nel mondo della politica, molto più sereno».

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