Immagine pezzo principale

Il contagio in Italia rallenta, lo dice il Cnr

Una ricerca di questi ultimi giorni del Cnr-Iac stima le proiezioni sulla stabilizzazione dell'epidemia da Covid-19. I risultati prevedono che i contagi si stabilizzeranno tra meta aprile e metà maggio.


Pubblicità

Dal Cnr notizie confortanti sul fronte del coronavirus. Sulla base dei dati ufficiali forniti dalla Protezione Civile (aggiornati al 16 marzo) è in atto una ricerca dell’ Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iac), condotta da Giovanni Sebastiani in collaborazione con Marco Massa dell'Imperial College di Londra, dalla quale si evince che la diffusione dell'epidemia di COVID-19 sta decrescendo nel Nord e Centro Italia. La strategia adottata prevede lo studio del fenomeno di diffusione del contagio attraverso modelli e metodi matematici e statistici di diverso tipo. Il primo approccio utilizza modelli parametrici e, in particolare, quello geometrico e quello logistico, che caratterizzano tipicamente l’ evoluzione delle epidemie. In alternativa, è stato considerato un modello matematico a “compartimenti”, abitualmente utilizzato in epidemiologia. I risultati della ricerca ad oggi disponibili ottenuti finora con il primo approccio, rilevano una diminuzione, seppur modesta ma progressiva, del tasso di crescita dei contagiati della Lombardia assieme a quelli nelle dieci province più colpite: Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Milano, Pavia, Sondrio, Mantova, Varese, Monza e Brianza, come conferma Giovanni Sebastiani: “Tra una settimana è molto probabile che si verificherà un'ulteriore riduzione del tasso di crescita, sempre dovuta alle misure di limitazione della mobilità contenute nel decreto ''Io resto a casa'' dell'11 marzo scorso.

La riduzione della curva dei contagi è in stretta relazione con l'efficacia delle misure di contenimento emanate del Governo”. - prosegue Sebastiani - “Una prova sulla validità dei comportamenti adottati dagli italiani, è legata al ritardo di nove giorni tra l'entrata in vigore delle misure, l'11 marzo, e il giorno in cui mediamente inizia la diminuzione del tasso di crescita nelle province, ovvero il 20 marzo. D'altro canto 9 giorni è esattamente il tempo medio che intercorre tra l'infezione e la diagnosi della malattia. E' di fondamentale importanza che i cittadini continuino a seguire scrupolosamente queste indicazioni, affinché i contagi giornalieri diminuiscano e si proceda verso la stabilizzazione del fenomeno pandemico”. Stesse considerazioni possono essere fatte a partire dai risultati per tutte le rimanenti regioni d'Italia. Sulla base di questa evidenza appare naturale supporre una causa comune, indipendente dalla posizione geografica, che favorisce il rallentamento della diffusione dell'epidemia. Conseguentemente, è plausibile supporre che tale causa sia costituita dalle misure di contenimento. Seppure questi segnali sono indubbiamente di incoraggiamento, vale la pena osservare che la tendenza perdurerà se i comportamenti collettivi non cambieranno. Laddove questo non accadesse, potremmo di nuovo fornire impulso alla diffusione della malattia, come già accaduto nel fine settimana del 7-8 marzo in seguito all'esodo verso il sud Italia e all'assalto ai supermercati, conseguenti all'approvazione del decreto che istituiva la zona rossa in rossa Lombardia.

Dall'analisi dei dati finora disponibili secondo entrambi gli approcci, si stima che la stabilizzazione della frazione dei contagiati avverrà in un intervallo temporale compreso tra il 15 aprile e il 15 maggio. Queste stime, va evidenziato, sono suscettibili di cambiamento a causa di vari fattori in gioco e vanno costantemente ricalibrate a seconda dei dati disponibili e delle eventuali variazioni nei comportamenti collettivi a seguito dei decreti governativi. Una delle incognite che riguarda l'evoluzione dell'epidemia in corso, dopo la rimozione delle misure di contenimento della mobilità, coinvolge i cosiddetti portatori sani. Infatti, se il loro numero fosse basso potremmo dire che l'epidemia si è estinta, ma al momento non esiste alcuna stima su questo segmento. L'unica azione in tal senso riguarda la Regione Veneto, dove si sta portando avanti un'indagine anche sulla popolazione asintomatica che, ottimisticamente, potrà indicare nel breve periodo la percentuale di persone interessate.

Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo