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Ecco gli uomini ombra che non hanno voce

"Mai dire mai" è il documentario prodotto da Tv2000 che andrà in onda in due puntate a novembre. Parlano i detenuti del carcere maschile di Padova e del femminile di Venezia. Tra gli ideatori: don Marco Pozza.


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Nell’ anno del giubileo della Misericordia TV2000 ha scelto di dedicare un programma sul carcere. S’ intitola “Mai dire mai”  ed è un docufilm girato nell’ istituto penitenziario “Due Palazzi” di Padova (in collaborazione con l’ associazione “Ristretti Orizzonti” di Ornella Favero) e all’ interno della casa di reclusione femminile della Giudecca a Venezia. Diretto da Andrea Salvatore, il documentario, tramite il racconto di dieci detenuti, da’ voce e visisibilità a chi non ha voce, agli “uomini-ombra” che popolano i luoghi di detenzione.

    Andrà in onda in due serate, il 6 novembre, in occasione del Giubileo dei detenuti, e il 13 novembre. Il 26 settembre verrà proiettato in anteprima al Carcere Due Palazzi. Il trailer è stato presentato all’ ultima Mostra del Cinema di Venezia.

   L’ idea di un racconto  all’ interno delle due prigioni è nata dall'incontro con don Marco Pozza, cappellano nel carcere Due Palazzi di Padova e Ornella Favero (con la collaborazione della Diocesi di Padova e delle cooperative operanti negli istituti). “Le storie di chi ha commesso un reato sono uno specchio rotto del nostro passaggio su questa terra. Difficile da accomodare, in molti casi, ma conoscere le ragioni di una rottura può aiutare a penetrare quelle sbarre. Ogni detenuto è una storia, un volto, un percorso. L'intento è di provare ad uscire dalla lunga notte in cui tutte le storie sono buie, una non riconoscibile dall'altra, e a mostrare una realtà che è più vicina alla vita di ciascuno di noi più di quanto noi possiamo immaginare”, spiega don Pozza.

     Ha scritto Papa Francesco, parlando dei detenuti: «Ogni volta che passeranno per la porta della loro cella, rivolgendo il pensiero e la preghiera al Padre, possa questo gesto significare per loro il passaggio della Porta Santa, perchè la misericordia di Dio, capace di trasformare i loro cuori, è anche in grado di trasformare le sbarre in esperienza di libertà».

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don Marco Pozza
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