Il calcio nasce dalla strada

Il cardinale Sepe e il presidente del Napoli calcio De Laurentiis hanno presentato il progetto Arriap rivolto ai "ragazzi dei vicoli"


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«Il calcio è un giuoco popolare e nasce dalla strada»: è l'incip dell'ultimo punto del decalogo firmato dalla Uefa ma, soprattutto, è il motore del progetto Arriap (dall'inglese "Hurry up", letteralmente "sbrigati", "muoviti") presentato questa mattina del cardinale Sepe in compagnia del presidente della squadra di calcio del Napoli Aurelio De Laurentiis. L'obiettivo è facilitare la pratica calcistica in tutte le sue forme, aumentando la quantità e la qualità del tempo trascorso da ragazzi e ragazze a giocare a calcio, puntando a ridurre l'impatto delle barriere di natura economica, culturale, sociale e logistica. 

Ispirandosi al motto "Se i ragazzi non possono andare ai campetti, che i campetti vadano ai ragazzi", Arriap è stato realizzato dall'Asd Arriap con il supporto della Fondazione Fare Chiesa e Città e Città costituita dall'arcidiocesi di Napoli, e il contributo generoso di numerosi amici. Il progetto Arriap, in quanto indirizzato ad uno specifico target di individui ascrivibili alla delicata fascia di età dei soggetti in formazione, oltre al delicato e particolare contesto socio-culturale in cui intende svilupparsi, quale quello napoletano, ha nelle sue premesse fondamentali una mission di natura fortemente pedagogica e formativa. In particolar modo, la specificità di tale progetto in ambito educativo risiede nella creazione di un luogo e di un momento di aggregazione e condivisione di regole, esterno all’ ambito più specificamente scolastico, in grado di armonizzare l’ eterogeneità sociale, economica e culturale dei soggetti che ne saranno direttamente coinvolti. Tale progetto, inoltre, offrendo un’ alternativa anche a quelle particolari fasce socio-economiche a cui sarebbe normalmente preclusa la possibilità di intraprendere un’ attività sportiva a pagamento, se da un lato porta avanti un forte ideale di eguaglianza sociale e di pari opportunità, dall’ altro lato va ad intrecciarsi strettamente allo specifico contesto in cui si realizza, non volendo sradicare le abituali modalità di socializzazione e di impegno sportivo, che di norma avvengono secondo le regole e le possibilità materiali che offre “la strada”, bensì integrandosi con esse ed offrendo una valida alternativa.

Il riscontro statistico condotto dall’ Istat non lascia dubbi: sovrappeso e obesità in età evolutiva non sono certo un fenomeno raro, considerando che nel nostro Paese la percentuale di bambini ed adolescenti (per un campione di età compresa tra i 6 ed i 17 anni) il sovrappeso raggiunge circa il 20%, mentre è pari al 4% la quota degli obesi. Il “primato” di Regione con più alta presenza di bambini e adolescenti con eccesso di peso spetta alla Campania, con il 36%. Per quanto riguarda gli stili di vita, una delle maggiori cause di obesità e sovrappeso infantile è la sedentarietà, tanto che si tende sempre più a dare maggiore importanza al basso dispendio energetico conseguente ad una vita sedentaria priva di attività fisico-sportiva nell’ insorgenza di obesità e sovrappeso. Inoltre, considerando lo status socio-economico di appartenenza, dai dati emerge chiaramente che il rischio di obesità infantile aumenti considerevolmente in caso di status socio-economico basso. Da tali considerazioni risulta senz’ altro evidente come tale progetto si inserisca perfettamente in questo discorso, favorendo l’ adozione di uno stile di vita attivo nei soggetti in età evolutiva e dunque il benessere psicofisico globale dell’ individuo.    

I dati sulla dispersione scolastica rilevati dal Censis nel 2012 segnalano un’ attualissima emergenza nel contesto campano, in cui i valori si aggirano attorno ad una percentuale del 29%, con una percentuale record registrata nella città di Napoli, pari al 35 %.A tale proposito, numerose ricerche hanno evidenziato come lo sport possa essere considerato un potente mezzo per contrastare efficacemente il fenomeno della dispersione scolastica.E’ evidente che il fenomeno della “dispersione” non possa risolversi univocamente attraverso l’ impegno in attività sportive, essendo indubbiamente un fenomeno assai complesso e alla cui origine contribuiscono numerosi fattori di matrice differente (individuale, relazionale, micro e macro-sociale, economica e culturale). Ciononostante, non è inesatto considerare l’ impegno in un’ attività sportiva di gruppo come una particolare modalità di implementazione di capacità e di strategie relazionali e comportamentali in grado di influire positivamente su quei fattori che partecipano al fenomeno della dispersione scolastica.In particolar modo, per poter costruire efficacemente un ambito in cui lo sport possa esplicare la propria funzione di contenitore, in cui poter combattere la dispersione scolastica, è necessario valutare alcuni obiettivi specifici, tra i quali: creare un aggancio con ogni ragazzo e stabilire una buona qualità della relazione; facilitare l’ integrazione dei ragazzi nel gruppo Gioco – Sport, facendo leva su specifiche modalità relazionali; aumentare la loro capacità di stare in relazione partendo dalla considerazione di limiti e capacità; comprendere cosa spinga un ragazzo, nella relazione con il contesto, a disinteressarsi all’ ambiente scolastico e cosa lo stimoli invece all’ apprendimento e all’ interazione con i pari; strutturare spazio, tempo ed attività motorie sportive; migliorare le capacità attentive dei ragazzi per qualità e quantità; migliorare i prerequisiti motori di base.Un’ attività sportiva così strutturata e pensata, permette di sperimentare un equilibrato insieme di libertà e responsabilità personali in grado di potenziare la consapevolezza dei propri limiti e delle proprie risorse personali, favorendo il sentimento di autoefficacia percepito e potenziando infine le skills relazionali di cui ciascuno è portatore. È chiara, a tale proposito, l’ importanza del ruolo svolto dai formatori sportivi, da considerarsi vere e proprie colonne portanti di tale progetto e sulle cui competenze professionali è necessario investire. Anche i saperi più strumentali possiedono un intrinseco valore educativo e possono piegarsi ad una specifica finalità pedagogica. L’ educazione infatti, non si esplica esclusivamente in termini di contenuti appresi, ma anche e soprattutto in termini di una molteplicità di competenze acquisite in un particolare clima relazionale.L’ educazione è innanzitutto relazione e, chiaramente, il raggiungimento di un buon risultato dipende principalmente dalla presenza di buoni educatori. Cosa vuol dire formare i formatori?Vuol dire non tanto  proporre particolari tecniche d’ insegnamento, quanto  favorire il lavoro personale del formatore su se stesso, per aiutarlo a riscoprire e rifondare la propria identità professionale e personale, per accrescerne la consapevolezza educativa e per rinnovarne le motivazioni. Data inoltre la specificità del ruolo del formatore all’ interno del progetto Arriap e delle competenze necessarie al suo dispiegarsi, risulta ancora maggiormente evidente quanto sia, non solo utile ma altresì necessario, investire sulla formazione professionale e personale dei formatori sportivi prescelti.

Arriap creerà diverse squadre per fasce d’ età e localizzazione, le squadre parteciperanno sia la torneo interno al circuito Arriap che a tornei esterni. Le squadre che parteciperanno ai tornei esterni saranno composte da una selezione degli iscritti al torneo interno.

Con Free Time, Arriap intende migliorare gli innumerevoli luoghi pubblici o privati, adattati dai ragazzi al gioco del calcio.Sebbene non vi sia alcun collegamento con l’ attività della scuola calcio, Arriap ha deciso di guardare a questi luoghi nei quali i ragazzi si procurano una sana forma di svago, come soluzioni sicuramente migliorabili per svolgere la pratica del calcio.Per cui, se non è possibile ospitare i ragazzi che sono soliti giocare i quei luoghi, Arriap fa del proprio meglio per renderli più sicuri rispondenti alle caratteristiche del gruppo che lo frequenta.Chiunque disponga di una struttura che può essere migliorata o resa funzionale può segnalarla. Il criterio di selezione dell’ intervento è strettamente correlata alla quantità ed assiduità dei ragazzi che lo frequentano ed alla distanza da un campo autorizzato della scuola.

Arriap ha brevettato un modello di porte da calcio leggere ed asportabili di diverse dimensioni, realizzate interamente con materiali leggeri. Le porte sono donate, dietro autorizzazione delle Municipalità e dei Comuni interessati e nel rispetto dei regolamenti sulle sponsorizzazioni.

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Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis con il cardinale Sepe
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