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I numeri della disuguaglianza

Alla vigilia del World Economic Forum di Davos, Oxfam diffonde il rapporto di ricerca "Working for the few" che sottolinea come il netto divario tra pochi ricchi e molti poveri implichi un progressivo indebolimento dei processi democratici


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È un mondo sempre più governato dal denaro. Non si tratta solo del consueto luogo comune ma di un dato di fatto come spiegato dal rapporto di ricerca "Working for the few" presentato da Oxfam prprio a ridosso dell'inaugurazione del World economic forum in programma dal 22 al 25 gennaio a Davos.

Non è un mistero, infatti, che le élite economiche mondiali hanno assunto un rilevanti potere politico proprio per le pressioni che riescono a esercitare nelle sale in cui si decidono, a suon di provvedimenti e leggi, i destini dei singoli Paesi o, come nel caso dell'Europa, di interi continenti.

L'analisi di Oxfam evidenzia l'inganno consapevole che investe le regole del gioco, falsando un mercato in cui i ricchi, pochissimi, hanno sempre di più, e i poveri, la stragrande maggioranza, hanno sempre di meno: sono gli stessi meccanismi democratici a vacillare. Dai sondaggi realizzati in India, Sud Africa, Spagna, gran Bretagna e Stati Uniti è emerso che la maggior parte degli intervistati ha la sensazione, di più, la convinzione che le leggi oggi siano scritte e concepite per favorire i più ricchi.

In Africa, in particolare, le grandi multinazionali impegnate soprattutto nei settori dell'industria mineraria/estrattiva, sfruttano la propria influenza per evitare l'imposizione fiscale e le royalties, riducendo così la disponibilità di risorse che i governi potrebbero utilizzare per combattere la povertà; in India il numero di miliardari è aumentato di dieci volte negli ultimi dieci anni a seguito di politiche fiscali altamente regressive, mentre il paese è tra gli ultimi del mondo se si analizza l’ accesso globale a un’ alimentazione sana e nutriente.

Negli Stati Uniti, il reddito dell’ 1% della popolazione è aumentato ed è ai livelli più alti dalla vigilia della Grande Depressione. Recenti studi statistici hanno dimostrato che, proprio negli USA, gli interessi della classe benestante sono eccessivamente rappresentati dal governo rispetto a quelli della classe media: in altre parole, le esigenze dei più poveri non hanno impatto sui voti degli eletti.

«Il rapporto - afferma Winnie Byanyima, direttrice di Oxfam International - dimostra, con esempi e dati provenienti da molti Paesi, che viviamo in un mondo nel quale le élite che detengono il potere economico hanno ampie opportunità di influenzare i processi politici, rinforzando così un sistema nel quale la ricchezza e il potere sono sempre più concentrati nelle mani di pochi, mentre il resto dei cittadini del mondo si spartisce le briciole. Un sistema che si perpetua, perché gli individui più ricchi hanno accesso a migliori opportunità educative, sanitarie e lavorative, regole fiscali più vantaggiose, e possono influenzare le decisioni politiche in modo che questi vantaggi siano trasmessi ai loro figli».   

Secondo i dati diffusi da Oxfam dalla fine del 1970 la tassazione per i più ricchi è diminuita in 29 paesi sui 30 per i quali erano disponibili dati. Ovvero: in molti paesi, i ricchi non solo guadagnano di più, ma pagano anche meno tasse. Questa conquista di opportunità dei ricchi a spese delle classi povere e medie ha contribuito a creare una situazione in cui, nel mondo, 7 persone su 10 vivono in paesi dove la disuguaglianza è aumentata negli ultimi trent’ anni, e dove l’ 1% delle famiglie del mondo possiede il 46% della ricchezza globale (110.000 miliardi dollari). 

«Se non combattiamo la disuguaglianza, non solo non potremo sperare di vincere la lotta contro la povertà estrema, ma neanche di costruire società basate sul concetto di pari opportunità, in favore di un mondo dove vige la regola dell’ ‘asso pigliatutto’ . Negli ultimi anni il tema della disuguaglianza è entrato con forza nell’ agenda globale: Obama lo ha identificato come una priorità del 2014, e proprio il World Economic Forum ha posto le disparità di reddito diffuse come il secondo maggiore pericolo nei prossimi 12-18 mesi, mettendo in guardia su come stia minando la stabilità sociale e “minacciando la sicurezza su scala globale”».

Da qui i principi-guida avanzati da Oxfam in vista del World economic forum:

  1. sostenere una tassazione progressiva e contrastare l'evasione fiscale;

  2. astenersi dall'utilizzare la propria ricchezza per ottenere favori politici che minano la volontà democratica dei propri concittadini;

  3. rendere pubblici tutti gli investimenti nelle aziende e nei fondi di cui sono effettivi beneficiari

  4. esigere che i governi utilizzino le entrate fiscali per fornire assitenza sanitaria, istruzione e previdenza sociale per i cittadini;

  5. adottare dei minimi salariali dignitosi in tutte le società che posseggono o che controllano;

  6. esortare gli altri membri delle élite economiche a unirsi a questa causa

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