Immagine pezzo principale

Mondiali "on the road", su un pullmino

Tre italiani e otto africani da Nairobi a Johannesburg su un "Matatu", con tante partite da giocare con i ragazzi: per strada, nei campi, là dove si può.


Pubblicità

Partenza il primo giugno da Nairobi, in Kenya; arrivo, puntualissimi, l'11 luglio a Johannesburg, in Sudafrica, per la finalissima dei Mondiali di calcio, dopo aver attraversato Tanzania, Malawi, Zambia, Zimbabwe, Mozambico, Swaziland e Lesotho. Tre giovani italiani (Emiliano Corbetta, Francesco Riedo e Luca Marchina) faranno gruppo con otto africani su un "Matatu", il pulmino che rappresenta il mezzo di trasporto pubblico più diffuso in Africa, per questo viaggio che attraversa villaggi e città, altrettante tappe di un Mondiale diverso.

Carico di palloni, divise, porte di calcio, il Matatu si fermerà infatti molte volte lungo il percorso, per partite di calcio improvvisate con i ragazzi dei villaggi, e altre più organizzate nelle città dove operano le Ong associate nella rete CoLomba. Il progetto è un'iniziativa fantasiosa per dimostrare cosa sia davvero il calcio in Africa: uno strumento di coesione e partecipazione sociale, un gioco spontaneo per tantissimi ragazzi, da praticare nelle baraccopoli, su terra battuta e a piedi scalzi.

Il "progetto Matatu" è sostenuto da Altropallone, CoLomba e Karibu Afrika e potrà essere seguito sul sito www.altrimondiali.it attraverso foto, video e blog. Un viaggio in tante realtà africane attraverso il calcio, per capire come gli abitanti vivono i loro personalissimi mondiali.


Immagine articolo
Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo