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I loggioni colpiscono ancora

Momenti difficili per i cantanti nelle opere liriche in Italia: critiche alla Scala per Rolando Villazon nell'"Elisir d'amore" e per Marianna Tarasova a Parma nel "Trovatore".


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Il temuto loggione del Regio di Parma ha colpito ancora. È accaduto, manco a dirlo, in occasione del recente Trovatore, che ha inaugurato il Festival Verdi. A farne le spese sono stati soprattutto il “mezzosoprano” russo Marianna Tarasova, voce tendenzialmente sopranile che ha avuto il torto di affrontare Azucena, e il celebre e per altri versi bravissimo direttore Yuri Temirkanov, che invece ha avuto il torto di lasciargliela cantare. Per il resto normale amministrazione (o quasi), con applausi per il protagonista Marcelo Alvarez (ma senza bis della “pira”), per il “salvagente” Leo Nucci (sostituto all’ ultimo momento del baritono titolare) e, con qualche turbamento, per la coraggiosa Norma Fantini, Leonora non proprio impeccabile.

Intervento critico anche del loggione scaligero nell'Elisir d'amore: più contenuto nei toni ma egualmente significativo indirizzato al 38enne messicano Rolando Villazón, il tenore redivivo finalmente esordiente alla Scala. C’ è voluta la “furtiva lacrima”, accolta da un lungo applauso liberatorio, per decretarne il successo. Purtroppo la voce del cantore non è più quella di un tempo, ma intatti restano il prestigio dell’ attore e la contagiosa simpatia dell’ uomo.

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La suggestiva scenografia del Trovatore al Regio di Parma.
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