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I giuristi di "Italia stato di diritto": a Castelnuovo tradimento della Costituzione

La nuova associazione che riunisce quaranta esperti di materie giuridiche - professori universitari, avvocati, giuristi di diversa formazione e opinione politica - accende un riflettore sui casi di Riace e Castelnuovo e su altri temi della vita pubblica in difesa dei principi costituzionali.


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«Dopo Riace ora Castelnuovo di Porto. L'Italia in violazione di principi costituzionali, di norme comunitarie e di trattati internazionali distrugge il lento e difficile lavoro di integrazione fin qui svolto e smantella la rete di protezione delle persone più deboli e svantaggiate, i bambini, le donne e le famiglie di stranieri. Siamo costretti a rivedere scene - inumane e indegne - di deportazione, le famiglie vengono separate, le persone non sanno dove verranno trasferite, i bambini non andranno più a scuola, tutti devono prepararsi a partire coi loro fagotti; quelle persone straniere credevano di essere protette da uno stato civile e scoprono di essere ostaggio di uno stato violento e illegale». A pronunciare queste parole di sdegno è Simona Viola, avvocato amministrativista del foro di Milano, presidente della neonata associazione Italiastatodidiritto. 

 

Sotto questo ombrello si sono riuniti, nei giorni scorsi, a Milano una quarantina di giuristi, liberi professionisti e professori universitari - tra loro Aldo Travi e Dino Rinoldi, docenti all’ università Cattolica- , tutti esperti in materie giuridiche di diversa provenienza, formazione e orientamento politico che si sono associati per aprire un dibattito pubblico nella convizione che sia venuto: «il momento di attivarsi per difendere i princìpi costituzionali sui quali si fondano democrazia liberale e rappresentativa».

Tra i temi che hanno messo sul piatto ci sono la centralità del parlamento e l’ esigenza di un maggiore contraddittorio nell’ informazione televisiva: «Basta monologhi», dicono. Nonché il caso del Comune di Riace. A questo proposito, il 23 gennaio, nel primo intervento pubblico dell’ associazione, il professor Eugenio Bruti Liberati, ordinario di Diritto amministrativo all’ Università del Piemonte orientale, è intervenuto davanti al Tar Calabria nell'udienza cautelare relativa al ricorso presentato dal Comune di Riace contro il provvedimento con cui il Viminale ha revocato i contributi assegnati alla municipalità per il progetto di accoglienza dei richiedenti asilo.

Nel suo intervento l’ associazione ha sostenuto: « La richiesta di annullamento del provvedimento formulata dal Comune, denunciando mancanza di proporzionalità e contraddittorietà del medesimo». Il caso entrerà nel merito davanti al Tribunale amministrativo di Reggio Calabria nell’ udienza fissata per il 3 aprile.

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