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Haiti, tre anni di impegno del Vis

L'impegno del Volontariato internazionale per lo sviluppo a tre anni dal terremoto: una scuola elementare e un asilo. Ma anche un centro d'accoglienza per ragazzi di strada.


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Agire durante l’ emergenza non basta: servono interventi a medio e lungo termine. È questa la mentalità del Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo), organizzazione non governativa d’ ispirazione salesiana che tre anni fa ha raccolto il grido d’ aiuto della comunità salesiana di Haiti, attiva nel Paese da 75 anni e testimone diretta del tragico terremoto del 2010. Sono nati così programmi di ricostruzione e sostegno orientati ad alcune esigenze fondamentali: salute, istruzione, lavoro, difesa delle categorie più vulnerabili.

Gli uomini e le donne del Vis con testarda speranza si sono impegnati in progetti di sviluppo per Haiti, convinti che anche la tragedia del terremoto potesse trasformarsi in occasione di rinascita. E a distanza di tre anni i frutti del loro lavoro si vedono. Lo scorso luglio, nel comune di Cité Soleil (Port-au-Prince) sono iniziati i lavori per la costruzione di una nuova scuola elementare, l’ ecole Notre Dame de Lourdes e di un asilo. Quando sarà terminata (si prevede entro quest’ anno), la struttura potrà accogliere 480 bambini (360 delle elementari e 120 della materna). Il progetto prevede anche un intenso lavoro di formazione e aggiornamento per gli insegnanti.

Sempre a Cité Soleil sta nascendo il centro giovanile Saint François de Sales, punto di riferimento in cui oltre 700 adolescenti e ragazzi potranno studiare, giocare e crescere. Il Vis si sta anche impegnando in azioni di sostegno scolastico per bambini disagiati (765 quelli aiutati nell’ ultimo anno) e programmi per famiglie in difficoltà che vengono aiutate, anche attraverso prestiti, a intraprendere piccole attività lavorative (più di 1.700 le persone coinvolte).

Non solo: l’ elenco degli obiettivi prevede il potenziamento di un centro d’ accoglienza e formazione per bambini di strada. Tutto questo col coinvolgimento di manodopera e imprese haitiane, nel rispetto dei valori della cooperazione internazionale. Non un solo giorno è stato perso, dunque, ma ancora tanto resta da fare. Finora, l’ intervento ad Haiti è stato possibile anche grazie a tanti sostenitori pubblici e privati.

Il futuro, tuttavia, è più incerto e ci vuole una buona dose di “salesiana speranza” per riuscire a guardare con serenità, anche in tempi economicamente non semplici, ai prossimi anni. Il bilancio previsionale per il biennio 2013-2014 prospetta una spesa complessiva di 1.537.699 euro per il completamento o la prosecuzione dei progetti avviati. Hanno contribuito a raggiungere questa somma molti cittadini, istituzioni, donatori pubblici e privati e grazie allo sforzo di tutti, gli obiettivi prefissati verranno raggiunti entro il 2014.  Per conoscere meglio il progetto del Vis ad Haiti basta visitare il sito www.volint.it, sul quale è possibile trovare tutti i dettagli relativi alle attività.

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Una bambina corre tra le baracche della capitale di Haiti, Port au Prince (Foto Ansa).
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