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Godtime, venuto al mondo

Il Mediterraneo, la famigerata traversata, l’ ha superato nel grembo materno. I suoi genitori, nigeriani, l’ hanno chiamato Godtime, Tempo di Dio. Il suo è il primo atto di nascita registrato quest'anno in Comune: Roscigno, nelle montagne del salernitano, conta solo seicento abitanti.


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La Campania accoglie nuovi migranti e diventa terra d'accoglienza. In cinquemila sono sbarcati a Salerno nelle ultime settimane. Il capoluogo campano, inserito nell'operazione Mare Nostrum come scalo centromeridionale di riferimento, ne accoglierà altri, si prevedono infatti altri sbarchi.

I centri di accoglienza sparsi sul territorio ne accolgono diverse centinaia. La Caritas diocesana di Teggiano Policastro è in prima fila nella macchina degli aiuti e l'emergenza viene fronteggiata anche attraverso il Sistema di protezione per i richiedenti asilo e per i rifugiati (Sprar). Nel territorio ne sono stati allestiti diversi: ad Eboli, Pontecagnano, Polla, Palinuro e Roscigno.

Ed è proprio nel piccolo centro montano, 70 chilometri a Sud del capoluogo, che da alcuni mesi vive il piccolo "Godtime", Tempo di Dio. Nato ad aprile, il suo è il primo atto di nascita registrato quest'anno in Comune: Roscigno conta solo seicento abitanti.

Superando in grembo la traversata di migliaia di chilometri in mare, e nascendo in Italia, Godtime ha dato speranza ai suoi genitori di una possibile nuova vita in una terra che li ha accolti. Da qui la scelta del nome. «Speriamo in un tempo di pace», hanno detto i suoi genitori, «anche se sappiamo che ci aspetta un lavoro difficile: ricostruire la nostra vita». A parlare è Osase, 36 anni, papà di Godtime che in Nigeria lavorava come muratore e anche come sarto in una piccola fabbrica.

«Cerco lavoro», racconta, «e sarei grato a chiunque possa aiutarmi». Al momento sono ospiti, insieme ad altre 26 persone, presso lo Sprar di Roscigno gestito dalla cooperativa “Il Sentiero”, espressione della Caritas diocesana guidata da don Vincenzo Federico. Giovani volontari, interpreti ed educatori qualificati portano avanti progetti non solo di accoglienza ma di formazione scolastica come corsi di italiano e di inserimento lavorativo: percorsi di tre mesi presso imprese locali che hanno già visto impegnate diverse decine di migranti desiderosi di indipendenza.

Il programma di accoglienza dura un anno, il tempo necessario affinché i migranti possano ottenere lo status di rifugiato e trovare la propria strada. Sulle loro condizioni don Vincenzo Federico ‒ direttore della Caritas di Teggiano Policastro ‒ dice: «Dal 2011 il territorio salernitano è coinvolto nel processo di accoglienza dei richiedenti asilo. Un impegno complesso e delicato portato avanti quotidianamente in sinergia con le istituzioni che seguono con grande coinvolgimento questo particolare segmento dell’ immigrazione. Sono contento che il nostro Paese ‒ attraverso Mare Nostrum ‒ abbia compreso l'importanza della tutela della vita di migliaia di persone. Solo così l'accoglienza può prendere il posto dell'emergenza. Qui al Sud», conclude, «possiamo dire che l'esperienza è più che positiva. Si lavora senza sosta, nonostante le normali difficoltà che si incontrano nel quotidiano, ce n'è bisogno e lavoriamo con il cuore».

Gli altri centri di accoglienza sono a Santa Marina nel Cilento, a Montesano sulla Marcellana e a Capaccio. E solo qualche tempo fa, nell'ambito della giornata internazionale del Rifugiato, il vice ministro dell'Interno, Filippo Bubbico, è stato ospite della Diocesi per rendersi conto del lavoro svolto a sostegno della popolazione migrante. Dimostrando, così, la presenza dello Stato nell'opera di accoglienza. «Fede in Dio e fiducia nell'uomo», sono le ultime parole di Osase che non smette di ringraziare affinché il suo appello di padre e marito possa uscire dalla piccola casa di accoglienza di Roscigno e trovare altre persone generose che possano aiutarlo a trovare lavoro.

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