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Madrid, il Papa: «Siate lievito nuovo»

Sole a picco, pioggia torrenziale, vento impetuoso e ancora caldo afoso: gli evernti conclusivi della Giornata mondiale della gioventù hanno registrato un clima inclemente. Il bilancio.


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Madrid, 21 agosto. Dal nostro inviato.

L'unico rammarico, dicono molti ragazzi, è non aver potuto fare la Comunione e non esser riusciti a vedere da vicino il Papa. Il terribile nubifragio di ieri sera ha distrutto diversi gazebo trasformati in piccole cappelle e dunque considerati punti strategici anche per la distribuzione dell'Eucarestia. Inoltre alcuni viali interni erano invasi da pellegrini: risultavano impraticabili per la Papamobile. Per il resto, fede, gioia e tenacia di Benedetto XVI e dei giovani convenuti in Spagna dal mondo intero hanno auto la meglio su tutto: sole a picco, pioggia battente, vento impetuoso e di nuovo caldo afoso. Una belle testimonianza.

La giornata è cominciata presto sotto un cielo ritornato clemente. I giovani sono usciti dai loro sacchi a pelo, hanno cercato di raggiungere le toilette ("troppo poche e troppo distanti", hanno detto nella diretta Twitter di Famigliacristiana.it alcuni ragazzi, hanno mangiato qualcosa. Alle 7,30 musica tipica messicana ha svegliato i più pigri o i più assonnagti. Tutti in piedi, insomma. Il Papa, salutato al suo arrivo e alla sua partenza dal re Juan Carlos e dalla regina, ha cominciato puntale la Messa alle 9,30. Misa de envio, recitava la dizione ufficiale spagnola. Ovvero: Messa del mandato missionario.  Che è stato l'invito finale del Santo Padre.

"Il Signore vi vuole bene e vi chiama suoi amici", ha esordito Benedetto XVI. "Egli vi viene incontro e desidera accompagnarvi nel vostro cammino per aprirvi le porte di una vita piena e farvi partecipi della sua relazione intima con il Padre.  Molti percepiscono che Cristo è la risposta a molte delle loro inquietudini personali. Ma chi è lui veramente? Com'è possibile che uno vissuuto tanti anni fa abbia a che fare con me, oggi? La fede va al di là dei semplici dati empirici o storici, ed è capace di cogliere il mistero di Cristo nella sua profondita. La fede non è frutto dello sforzo umano, della sua ragione, bensì è un dono di Dio. Ha la sua origine nell'iniziativa di Dio, che ci rivela la sua intimità e ci invita a partecipare della sua stessa natura divina. La fede non dà solo informazioni sull'identità di Cristo bensì suppone una relazione personale con lui, l'adesione di tutta la persona, con la propria intelligenza, la propria volontà, i propri sentimenti alla manifestazione che fa di se stesso".

Il mandato missionario getta radici in questo contesto. "Da questa amicizia con Gesù", ha detto il Papa, "nascerà la spinta a dare testimonianza della fede negli ambienti più diversi. Anche negli ambienti dove vi è rifiuto o indifferenza. Non è possuibile incontrare Cristo e non farlo conoscere agli altri".

Il tema della missione verso i propri coetanei è stato anche il cardine del saluto finale di Benedetto XVI ai giovani della Gmg 2011. Il cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio consiglio per i laici, che ha presentato l'immensa folla presente a Cuatro Vientos come "la gioventù del Papa", ha dal canto suo parlato di vero e proprio "invio missionario". Proprio per questo, cinque ragazzi hanno ricevuto dalle mani del pontefice un crocefisso, mentre tutti i giovani presenti hanno ricevuto un piccolo crocefisso da portare al collo, come segno di testimonianza, che il Papa ha benedetto.

E prima della fine della Messa, Benedetto XVI ha detto loro: “Vi invito a dare un’ audace testimonianza di vita cristiana davanti agli altri. Così sarete lievito di nuovi cristiani e farete sì che la Chiesa riemerga con vigore nel cuore di molti. Quanto ho pensato in questi giorni a quei giovani che attendono il vostro ritorno! Trasmettete loro il mio affetto, in particolare ai più sfortunati, e anche alle vostre famiglie e alle comunità di vita cristiana alle quali appartenete”.

Benedetto XVI ha infine annunciato che il prossimo incontro internazionale legato a una Gmg si svolgerà a Rio de Janeiro, in Brasile, nel 2013.

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Il Papa durante la Messa finale della Gmg a Madrid.
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