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Giustizia per Tiziana: dopo tre anni rimossi i video dalla rete

Dopo tre anni sono state rimosse dal Web le immagini che ritraevano Tiziana Cantone in situazioni hard. La giovane il 16 settembre del 2016 si è tolta la vita schiacciata dalle offese e dagli insulti spietati degli haters. La madre Maria Teresa Giglio: «Se le istituzioni vogliono, il sistema per eliminare da Internet contenuti illeciti c’ è»


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Ci sono voluti tre lunghissimi anni per fare ciò che era dovuto a Tiziana Cantone, la giovane trentunenne di Mugnano, alla periferia di Napoli, che il 16 settembre del 2016 si è tolta la vita schiacciata dalle offese e dagli insulti spietati degli haters. Ovvero rimuovere i video che la ritraevano in situazioni hard.

Un traguardo raggiunto grazie al lavoro contro la pirateria e la pedopornografia del team statunitense “EMME” rappresentato in esclusiva dallo studio legale Bernardini de Pace di Roma in collaborazione con La Caramella Buona Onlus. La madre Teresa Giglio, che da sempre si batte e che ha collaborato anche alla stesura della legge cosiddetta sul Revenge Porn, dice: «Se le istituzioni vogliono, il sistema per eliminare dal web contenuti illeciti c’ è».

E infatti è così se tra i successi del team ITA-USA c’ è anche la chiusura di un sito internet che spiava le minorenni oline.

Da oltre un anno, infatti, era stato creato un sito internet in grado di spiare le minorenni di tutto il mondo sui loro social network, quando queste si collegavano in video con i loro amici. Il sito era in grado di registrare in tempo reale ogni situazione privata, salvando i filmati in un database messo poi a disposizione dei pedofili tramite il pagamento di un abbonamento. Il sito è stato ora definitivamente chiuso, per mano degli stessi autori che l'avevano creato.

Questo incredibile risultato è stato possibile grazie al lavoro contro la pirateria e la pedo-pornografia portato avanti dal team statunitense conosciuto come EMME, rappresentato in esclusiva dallo studio legale Bernardini de Pace di Roma, nella persona dell'Avv. Luciano Faraone, il quale inoltre assiste contro la pirateria i suoi clienti di cinema, televisione, editoria e musica, e in collaborazione e per conto de La Caramella Buona Onlus, associazione che lotta contro la pedo-pornografia in Italia da oltre 23 anni, grazie alla dedizione del presidente e fondatore Roberto Mirabile.

Il team ha applicato il sistema che permette negli USA di costringere i gestori di servizi, ovvero coloro che affittano i propri server e sistemi software ai criminali online, di non avere alternativa se non chiudere i rapporti con i propri clienti, per evitare accuse e incriminazioni per favoreggiamento e associazione a delinquere.
Questo sistema (conosciuto anche come applicazione del Digital Millennium Copyright Act o D.M.C.A.) in due settimane, ha permesso al team di bloccare per conto dei propri clienti di cinema e televisione ed editoria in Italia, oltre il 70% della pirateria che li riguardava, in contemporanea al blocco di decine di migliaia di video pedo-pornografici, salvando dal revenge porn altrettante minorenni, sfruttate da quegli stessi criminali autori del sito internet h-periscope.com.  

Lo stesso sistema ha inoltre permesso di avere finalmente un contatto diretto con chi il crimine di fatto lo commette, che fino a oggi, proprio grazie ai servizi offerti dai fornitori online, era riuscito a rimanere anonimo, immune dalle azioni delle forze dell'ordine. Il team (prove in allegato al presente comunicato stampa) ha infatti inviato la richiesta prevista per legge negli USA ai fornitori di server e servizi del sito in questione e tramite loro a chi il sito di fatto lo ha registrato e creato. A queste persone, il team ha quindi inviato una comunicazione da parte del presidente de La Caramella Buona Onlus e da parte della madre di Tiziana Cantone, la ragazza che nel 2016 si tolse la vita dopo che i suoi video privati furono condivisi online. A quel punto, gli stessi criminali, sotto la pressione di una futura incriminazione, non hanno avuto alternativa se non decidere di chiudere il sito definitivamente.

Non sono state necessarie denunce, anni di corte o ingenti spese legali, ma semplicemente l'uso di un sistema che se applicato per tutti, potrà eliminare alla fonte il problema, oltre a permettere a chi il danno l'ha subito, grazie al sistema giuridico statunitense, un risarcimento, che gli stessi legali stanno ora andando a chiedere per conto di tutti i loro clienti.
In aggiunta e a conferma del successo di questa operazione, anche i video di Tiziana Cantone, dopo tre anni, sono finalmente off-line e ora il team sta lavorando per l'identificazione di tutti i responsabili, grazie alla tracciabilità degli indirizzi IP dei loro computer e copia delle prove sono state inviate al Dipartimento di Giustizia statunitense.

Il 27 Giugno, presso la Stampa Estera in Roma, si terrà alle 11 una conferenza stampa dove saranno messe a disposizione dei giornalisti tutte le prove raccolte e il team in collegamento dagli Stati Uniti mostrerà come i criminali potessero addirittura identificare la locazione della minorenne collegata online, dando al pedofilo l'opportunità di sapere dove la preda di fatto abitasse. Saranno presenti lo Studio Legale Bernardini de Pace di Roma, La Caramella Buona Onlus, una rappresentanza dei clienti di cinema, televisione ed editoria e la stessa Maria Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone, per testimoniare insieme il successo dell'operazione e poter illustrare come nelle prossime settimane, questo modello operativo sarà applicato per fermare altri siti internet di pirateria, pedo-pornografia e revenge porn, con l'obiettivo di poter mostrare ai genitori italiani come poter meglio proteggere le proprie figlie dall'uso illegale della rete.

I proprietari del sito pedo-pornografico hanno da subito cercato di dare responsabilità ad "alcuni dei loro clienti" per la presenza sul loro website di materiale pedo-pornografico e registrazioni non autorizzate delle video-chat delle minorenni. Queste risposte, così come il messaggio postato online dopo la cancellazione del sito internet, avevano l'unico proposito di salvarsi da responsabilità legali, sicuri che il loro website non potesse a quel punto più essere visionato, per quello che era. A tal fine, il team EMME ha salvato centinaia di prove sulle loro attività precedenti alla chiusura, dimostrando che il sito è stato creato esclusivamente per registrare le minorenni e poi rivenderne i filmati.

 

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