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Giovedì Santo, il Papa oltre le sbarre di Regina Coeli

Laverà i piedi a 12 detenuti. Francesco conferma scelte «fuori dai nostri recinti», come twittò un anno fa. Dopo Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II è il quarto Pontefice a entrare nell'antico carcere romano.


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L’ incontro con i detenuti ammalati in infermeria; quindi la celebrazione della messa in Coena Domini, con il rito della lavanda dei piedi a 12 detenuti, nella “rotonda”; infine, un momento con alcuni reclusi  dell'ottava sezione. Il 29 marzo, Giovedì Santo, papa Francesco va nel carcere romano di Regina Coeli. Per la quarta volta in cinque anni di Pontificato Jorge Mario Bergoglio ha scelto un istituto di pena.

 

Il 28 marzo 2013, poco dopo esser stato eletto Papa,  è andato nel carcere minorile di “Casal del Marmo”. Il 17 aprile 2014 s'è recato tra i disabili del Centro riabilitativo Santa Maria della Provvidenza della Fondazione don Carlo Gnocchi. Il 2 aprile 2015 ha celebrato la Messa in Coena Domini nel carcere di Rebibbia. Il 24 marzo 2016 papa Francesco è  invece andato tra gli stranieri del Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Castelnuovo di Porto. Il 13 aprile 2017, infine, è entrato nella Casa di Reclusione di Paliano, in provincia di Frosinone.

 

«Ci fa bene uscire dai nostri recinti, perché è proprio del Cuore di Dio traboccare di misericordia, straripare, spargendo la sua tenerezza», ha twittato lo scorso anno Francesco, offrendo così la chiave interpreativa di questi (di tanti altri) suoi gesti. Bergoglio è il quarto Papa, negli ultimi 60 anni, a varcare le porte di Regina Coeli, il carcere che sorge a poca distanza dal Vaticano: il primo fu Giovanni XXIII nel giorno di Santo Stefano del 1958, poi Paolo VI il 9 aprile 1964 e Giovanni Paolo II il 9 luglio 2000, in occasione del Giubileo nelle carceri.

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