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Credere

Nella periferia la luce del Vangelo

Padre Claudio Santoro è uno dei testimonial delle Offerte per il sostentamento del clero. «Non faccio distinzione di fede e nazionalità: lavoro per tutti coloro che hanno bisogno»


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«Ciao padre». Ahmed, Mohamed e Samir, libri sotto al braccio, mascherina, tuta da ginnastica, prendono le ultime cose, sistemano le scrivanie e vanno via. Altri ragazzi continuano a fare lezione. «Attenzione va con due t» spiega la “maestra” di turno a due ragazzine, una bangladese e l’ altra cinese. Al piano di sotto la fila di donne (molte delle quali velate), uomini, anziani e giovani si snoda ordinata lungo via Bufalini. Cinesi, italiani, bangladesi distribuiscono insieme quintali di frutta, coordinati da Clara. «Ci sono oltre cento volontari, siamo tutti corresponsabili».

Padre Claudio Santoro ha 70 anni, ha la testa dura e ha anche un’ idea molto chiara di cosa sia la Chiesa di Gesù Cristo: una comunità aperta, che sta sulla strada, senza alcuna distinzione, colorata, e con dentro un’ armonia che nasce anche dalla buona musica. Sì, perché nello spazio che il viceparroco di San Barnaba ha creato a Torpignattara, periferia romana tra la Prenestina e la Casilina, secondo quartiere multietnico in Italia per numero di stranieri residenti, c’ è veramente posto per tutti coloro che vogliono rimboccarsi le maniche e fare qualcosa per il bene comune. Sono centinaia i giovani che al centro diurno frequentano il dopo-scuola, giocano, fanno attività sportiva – dal calcio all’ atletica, alla scherma –, con la società Adorea. Decine gli anziani del quartiere che, accanto ai campi da gioco e alle piste, chiacchierano ai tavolini del bar con tanto di karaoke: «È importante la loro presenza, crea equilibrio nella comunità». E poi i genitori, quelli che ogni giorno fanno la fila per la distribuzione di indumenti e alimenti («I forni della zona assicurano sempre pane e pizza e poi da vari enti riceviamo di tutto»), e al tempo stesso sono volontari. «È stato proprio l’ arrivo degli immigrati che ha dato equilibrio al quartiere».

TRA I MIGRANTI DI IERI E OGGI

Padre Claudio è giunto nel 1984 in questa periferia dei “ragazzi di vita” pasoliniani, dopo essere stato in Spagna, poi a Genova e quindi a Padova. Erano gli anni della seconda generazione dell’ ondata migratoria arrivata dal Sud nel Dopoguerra, giovani spesso nati e cresciuti nelle baracche di lamiera del Prenestino.

Per arrestare la devianza minorile e dare una risposta ai problemi del territorio padre Claudio fonda l’ associazione Casa famiglia Lodovico Pavoni, dal nome del fondatore del suo istituto religioso. Dopo gli anni Novanta la realtà del quartiere cambia di nuovo e Torpignattara diventa il centro di una nuova ondata migratoria, proveniente da tutto il mondo.

FEDI DIVERSE

«Prima erano frequenti gli scontri tra le bande di criminalità comune, anche qui all’ oratorio siamo stati presi di mira, danneggiati. Poi le cose si sono calmate, oggi c’ è più rispetto». Dei 25 mila abitanti del quartiere solo una piccola minoranza è cattolica. La maggioranza è di musulmani, ma ci sono anche buddhisti ed evangelici. «Come rispondo a qualche anziano che a volte mi chiede se mi occupo solo degli stranieri, in realtà il Centro è qui per tutti coloro che hanno bisogno», dice padre Claudio. Originario di Milano, vive in comunità con altri cinque confratelli della famiglia Pavoniana, ai quali è affidata la parrocchia. Lui si occupa del centro diurno, dei tre appartamenti che la parrocchia affitta per chi ha bisogno e delle varie attività caritative. Il suo stipendio, che come viceparroco riceve dalle offerte di Sovvenire, finisce nella cassa della comunità. «Non è che abbia molte spese. Vestiti non li ho mai comprati, li prendo qui al mercatino dell’ usato. Alimenti e benzina sono spese che condividiamo con la casa famiglia».

Il religioso, che è stato testimonial di Sovvenire nella campagna pubblicitaria di qualche anno fa, ci tiene a sottolineare che «le offerte servono perché più abbiamo, più possiamo dare. Certo, gli scandali non aiutano perché hanno fatto perdere un po’ di fiducia nella Chiesa. Serve sempre trasparenza, le parrocchie dovrebbero dire ai fedeli come spendono i soldi che ricevono, decidere con la comunità come investirli». Anche l’ 8xmille – dice indicando uno spazio dell’ area giochi realizzato grazie a quei fondi arrivati dalla firma sulla dichiarazione dei redditi – se bene investito aiuta a fare del bene.

È quello che ha raccontato anche a papa Francesco, il Giovedì santo nella cena di due anni fa: «Noi religiosi, tra carisma e strutture, abbiamo spesso scelto le seconde. E dimenticato i poveri». Per chi come lui già da piccolo pensava di volersi fare prete, ma di restare per la strada («non sono tipo da catechismo o da adunate»), la vita spesa al servizio dei giovani e dei poveri è un buon motivo anche per “litigare”, eventualmente, con chi nella Chiesa la pensa diversamente.

RAPPORTI CORDIALI CON TUTTI

Sicuramente in lui hanno avuto fiducia gli imam della zona: quando è nato il centro diurno nella parrocchia, tra i musulmani c’ era sospetto, avevano avuto il divieto di avvicinarsi. «Poi hanno capito che qui non si faceva proselitismo. E sono arrivati senza problemi». Oggi con le moschee di zona lo scambio è frequente, sia per gli aiuti che per le risorse. Non c’ è da sorprendersi, dunque, se per la festa patronale di San Barnaba, per la benedizione degli animali, a sant’ Antonio Abate, e poi a dicembre, per il Natale, nel presepe vivente tra soldati, pastori e bottegai, ogni anno ci siano in prima fila proprio Ahmed, Samir e Mohammed.

Foto di Francesco Zizola

Giornata delle Offerte per il sostentamento del clero: così puoi aiutare i sacerdoti

Domenica 22 novembre 2020 si celebra nelle parrocchie italiane la Giornata per la sensibilizzazione alle “Offerte per il sostentamento del clero”. Forse non tutti lo sanno ma, oltre che con la firma dell’ 8xmille a favore della Chiesa cattolica, è possibile sostenere il sistema che paga lo stipendio ai preti anche tramite libere offerte che ogni cittadino può poi dedurre dall’ imponibile Irpef nella dichiarazione dei redditi. La Giornata serve a far conoscere questa possibilità e a divulgare l’ importanza delle offerte che hanno un forte valore di condivisione e solidarietà: si aiutano tutti i preti, non solo quello della propria parrocchia.

Le offerte deducibili, sommate a quanto la Chiesa riceve dall’ 8xmille, con il coordinamento di Sovvenire, consentono di sostenere la missione dei 34 mila sacerdoti italiani, tra cui 400 missionari nel mondo e 3 mila preti anziani o malati. «Ogni offerta è un segno di vicinanza: raggiunge tutti i sacerdoti», spiega il responsabile del Servizio promozione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni, «tanto più nell’ anno difficile del Covid, in cui da mesi i preti continuano a tenere unite le comunità disperse, incoraggiano i più soli e non smettono di servire il numero crescente di nuovi poveri».

Lo stipendio netto di un sacerdote (proporzionato all’ anzianità e agli incarichi ricoperti) va da un minimo di 900 euro al mese per un prete appena ordinato a un massimo di 1.400 per un vescovo alla soglia della “pensione”.

«Se tanti fedeli donano anche una piccola somma si potrà fare molto per i nostri preti», conclude Monzio Compagnoni.

PER SAPERE COME DONARE: sito insiemeaisacerdoti.it. Oppure si può effettuare un bonifico (iban IT90G0501803200000011610110 intestato a Istituto centrale sostentamento clero. Causale: Erogazioni liberali) o donare con carta di credito al numero verde 800.82.50.00.

DONA ORA AI SACERDOTI CON UN'OFFERTA DEDUCIBILE

Domenica 22 novembre è dedicata alla raccolta per le offerte per i sacerdoti: un gesto solidale per aiutare tutti i preti “ad aiutare”, compreso il tuo parroco. Puoi donare in chiesa o direttamente da casa: scopri tutte le modalità su www.insiemeaisacerdoti.it

Aiutare Gli Altri è La Nostra Missione | Insieme ai Sacerdoti

Dal 1984 è stata soppressa la retribuzione statale ai sacerdoti e il loro sostentamento è affidato esclusivamente alla tua generosità. In Italia esistono circa 34.000 sacerdoti che donano la propria vita agli altri. Con ogni tua offerta puoi garantire a queste persone una dignitosa sussistenza e contribuire alle loro missioni quotidiane, sempre rivolte ai più sofferenti.

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