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Giocatori patologici: aiutiamoli prima che prosciughino il conto

La Bper Banca, in collaborazione con l’ associazione Centro sociale della Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia, ha realizzato una guida per capire i comportamenti a rischio delle vittime del gioco d'azzardo, aiutando in questo modo le famiglie a correre ai ripari per preservare i propri risparmi. Agendo prima che sia troppo tardi.


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Chi ha in casa un giocatore compulsivo vive la situazione drammatica di chi si trova a convivere con una vittima della dipendenza. Anche il patrimonio familiare è a rischio, tanto che alcune famiglie vengono a trovarsi letteralmente sul lastrico, a volte anche dall’ oggi al domani, e nei casi peggiori si mettono nelle mani degli usurai.

Per questo è molto importante non sottovalutare i segnali che ci mettono sul chi va là prima che la situazione precipiti e che il conto in banca venga prosciugato. A questo scopo la Bper Banca, in collaborazione con l’ associazione Centro sociale della Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia e la campagna “Mettiamoci in gioco”, ha realizzato una guida per individuare i comportamenti a rischio dei giocatori patologici e aiutare le famiglie a correre ai ripari per preservare i propri risparmi.

Il vademecum elenca alcuni atteggiamenti che devono indurre a prestare particolare attenzione, comuni in genere a chi, spinto dalla dipendenza e dai debiti di gioco, cerca di attingere alle risorse familiari senza che il partner o il figlio o il genitore se ne accorga. Per esempio si fa recapitare l’ estratto conto a casa di amici, oppure si rivolge ad altre banche per ottenere prestiti. Comportamenti questi che, anziché essere sottovalutati, devono far scattare un campanello d’ allarme per il bene dello stesso giocatore e di tutta la famiglia.

La Bper banca non è nuova a questo tipo di impegno sociale. Già tre anni fa la direzione produsse una circolare per sensibilizzare i funzionari su questo tema e aiutarli a riconoscere i comportamenti patologici dei clienti. Per una precisa scelta con le carte di credito del gruppo non si può pagare nei siti di gioco on line e agli sportelli non si vendono gratta e vinci.

La Papa Giovanni XXIII, impegnata su questo fronte a partire dal 2000, ha ricevuto in questi anni centinaia di richieste di aiuto. “Abbiamo preso in carico 3950 persone e 7500 famiglie ci hanno chiamato per avere consigli su come affrontare la situazione”, ha spiegato Matteo Iori a nome dell’ associazione, “questo vademecum è un aiuto prezioso che tutti dovrebbero avere in casa”. Il vademecum è distribuito su tutto il territorio nazionale con il supporto di varie organizzazioni: la Campagna di Comunicazione “Mettiamoci in gioco”, il “Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’ azzardo”, il gruppo interparlamentare “Non è un gioco” e il Centro Servizi Volontariato di Modena. Maggiori informazioni sono disponibili alla sezione Sostenibilità dei siti www.bper.it e www.gruppobper.it.

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