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Gassman: com'è difficile perdonare

L’ attore e regista presenta il suo nuovo spettacolo teatrale, "L'oscura immensità", tratto dal romanzo di Massimo Carlotto.


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Proseguendo nel lavoro di valorizzazione della drammaturgia contemporanea, Alessandro Gassman dirige Giulio Scarpati e Claudio Casadio in Oscura immensità, tratto dal romanzo del padovano Massimo Carlotto. Nel corso di una rapina, un malvivente uccide una donna e il figlio di otto anni e, condannato all’ ergastolo, quando scopre di essere gravemente ammalato, attende invano il perdono del marito e padre del bambino che, a sua volta, sta vivendo una tragica esistenza: ha lasciato un lavoro di successo e si è isolato in uno squallido appartamento di periferia. Entrambi, vittima e carnefice, sono lacerati dai rispettivi drammi personali, riconducibili ai temi universali della vendetta e della ricerca di perdono.

Alessandro Gassman è stato colpito proprio da questo binomio, come spiega: «Nel corso dell’ evoluzione dell’ umanità la vendetta è stata sempre presente negli essere umani più di quanto non lo sia stato il perdono, come purtroppo accade in tanti fatti di cronaca anche ai nostri giorni. La forza di Oscura immensità non è, tuttavia, nell’ attualizzazione, ma nel descrivere l’ impossibilità di perdonare, così che il mancato perdono per l’ ergastolano diventa la vendetta del marito della donna uccisa, trasformando la vittima in carnefice e il carnefice in vittima».

Il tema della giustizia è molto caro all'attore-regista che lo ha trattato anche in altri suoi spettacoli, come La parola ai giurati, ispirato al celebre film diretto nel 1957 da Sidney Lumet: «Vivo in un Paese dove il senso di giustizia è abbastanza vago, anche se c’ è un eccesso di leggi che non vengono rispettate, perciò mi affascina parlare della giustizia.»

Gassman dedica attenzione anche alle giovani compagnie che valorizza con la rassegna teatrale a loro dedicata, “Premio Off # 3”, organizzata dal Teatro stabile del Veneto; inoltre incentiva i ragazzi ad entrare a teatro come spettatori: «In un momento di profonda crisi come quello che stiamo vivendo, le categorie più deboli, soprattutto i giovani, portano il peso più grande, infatti il 35 per cento è disoccupato. La cultura e il teatro, nel loro piccolo, devono contribuire a fare sì che gli studenti possano usufruire di una vita culturale e democratica, quindi cerco di fornire loro l’ occasione di venire a teatro: da quando ho avuto l’ onore di prendere la direzione del Teatro stabile del Veneto, la quantità di giovani spettatori è molto aumentata, poiché ho intensificato il rapporto con le università e con i licei, non a scapito dei vecchi abbonati. Credo, infatti, che il teatro debba, nel rispetto del passato, guardare a un futuro in rapida evoluzione e interessante da raccontare per chi fa il mio mestiere».

Per il suo prossimo spettacolo, come attore, nel 2013 Gassman sta preparando Riccardo III di Shakespeare (con un adattamento di Vitaliano Trevisan), che sulla linea di Roman e il suo cucciolo di Reinaldo Povod, divenuto anche un film, mette il luce il tema della diversità: «Il mio personaggio sarà un gigante fuori misura, circondato da un mondo troppo piccolo per lui, quindi un diverso, pertanto discriminato».

E Gassman racconta che anche suo padre, il grande Vittorio, figlio di Heinrich Gassman, un ingegnere tedesco, e di Luisa Ambron, un’ ebrea italiana, ha vissuto la discriminazione, infatti ricorda: «Mia nonna, nel ventennio fascista, ha dovuto cambiare il cognome e mio padre, quando ha iniziato a lavorare, ha tolto la “n” finale del nostro cognome perché era troppo difficile. Invece ora io riutilizzo il mio cognome originale: è un gioco, ma pensato per sottolineare le mie origini miste nelle quali mi riconosco. Io parlo al cinema e a teatro di integrazione perché vorrei vivere in un Paese in cui le persone non debbano vergognarsi delle propro origini».

DOVE & QUANDO

OSCURA IMMENSITÀ, tratto dal romanzo L’ oscura immensità della morte di Massimo Carlotto. Regia di Alessandro Gassmann. Con Giulio Scarpati, Claudio Casadio. Scene di Gianluca Amodio. Prodotto da Teatro Stabile del Veneto/Accademia Perduta Romagna Teatri. Al Teatro Goldoni di Venezia dal 07 all’ 11 novembre 2012, Politeama Rossetti di Trieste dal 13 al 15 novembre, al Teatro Bellini di Napoli dal 20 al 25 novembre, al Teatro Elfo Puccini di Milano dal 15 al 20 gennaio 2013, al Teatro Sociale di Brescia dal 23 al 27 gennaio, all’ Arena del Sole di Bologna dal al 30 gennaio.

Info
: Teatro Goldoni, San Marco 4650/b, Venezia, www.teatrostabileveneto.it

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